Spal, gli esterni non spingono più: Mignanelli e Calapai in crisi nera
Le speranze a inizio stagione, un buon avvio e adesso prestazioni orribili
Ferrara È poco pensabile riprendere quota se le tue ali faticano a dare segnali di vita calcistica. Sia chiaro, la Spal non è ridotta in queste condizioni per esclusive colpe di Daniele Mignanelli o di Luca Calapai. Ma è evidente che tali due ingranaggi del motore biancazzurro, siano in una condizione di fermo davvero poco comprensibile e di certo penalizzante per la marcia della squadra. Niente da fare, al momento la tremenda calma dei due non è solo piatta ma anche terreno fertile per gli avversari (anche i più modesti). Il basso rendimento dei due laterali è uno dei tanti punti interrogativi che probabilmente rimarranno irrisolti in questa indefinibile stagione. Ma ci si rimane il doppio del male a vederli in queste condizioni, ripensando che circa 365 giorni fa uno vinceva il campionato da protagonista con la Juve Stabia e l’altro sempre in Campania (a Caserta) si era dimostrato uno dei laterali più ostici e completi dell’interno girone C. Sarà l’aria che da troppi anni si respira nell’ambiente spallino o sarà altro. Ma il momento nero dei due ragazzi nati nel 1993 – Mignanelli a Cantù, Calapai a Messina – è sotto gli occhi di tutti.
Mignanelli
Il numero 19 biancazzurro per gran parte della prima fetta di stagione aveva fatto dire a tutti quel “finalmente” che da anni tutta Ferrara auspicava. Sì, finalmente un terzino sinistro davvero completo, capace di fare le due fasi e di non crollare dinnanzi a ogni dirimpettaio. Mignanelli – per lui 30 presenze, due gol, tre assist e circa 2.700 minuti – è poi calato alla distanza, diventando altalenante, discontinuo e infine “tragico” come contro il Legnago. Il famoso loop negativo ha evidentemente colpito anche un giocatore come lui. Cartellini gialli a pioggia, liti costanti con avversari, direttori di gara, assistenti e addirittura tifosi avversari. Ma soprattutto sono arrivate prestazioni al di sotto di ogni immaginazione. Palloni persi o lasciati con una semplicità disarmante, falli commessi in zone del campo pericolose e marcature saltate in maniera troppo easy. Così, non va.
Calapai
E non sta andando per niente bene anche la destra spallina. Il 28 biancazzurro è uno dei giocatori in maggiore difficoltà tecnica, ma anche psicologica. L’ha ammesso anche lo stesso Baldini, uno che lo conosce bene dopo aver condiviso l’esperienza di Catania. «Nei giorni scorsi – ha dichiarato il tecnico dopo la partita contro il Legnago – Calapai ha vissuto difficoltà incredibili, ma questa partita che ha giocato può fungere da cura. È un giocatore che ho allenato e che avrei sempre voluto con me in ogni squadra avuta». Pur senza sfracelli anche Calapai non aveva iniziato male la stagione, nel senso che qualche rifornimento arrivava anche dai suoi piedi e la tenuta arretrata era più o meno assestata. Tuttavia, non ha mai dato quella sensazione di “wow”. Il vortice odierno è forse uno dei punti di maggior difficoltà della sua intera carriera.
Condizioni
Ci sono anche altri due aspetti che, per forza, devono entrare nell’analisi del grave momento che la Spal vive sulle sue laterali. Il primo è che né Mignanelli e né Calapai hanno mai avuto un vero e proprio “vice” adeguato a ruolo e livello di squadra: col contagocce si sono visti Ntenda, Iglio (bravo a Piancastagnaio, poi travolto dalla Ternana) o altri elementi adattati. Doppie mancanze di mercato, estivo e invernale. Inoltre, ecco il tanto desiderato 3-5-2 a copertura di non si sa ancora cosa, modulo anche provato da ambo gli allenatori che non può essere nelle corde dei due ragazzi sopracitati. Con tale sistema di gioco, per arrivare efficaci alle due punte servono veri quinti di gamba e di propensione offensiva. Identikit ideali che si discostano da Calapai e Mignanelli, ovvero due terzini fatti per la difesa a quattro. Ecco un’altra delle tante, innumerevoli e incalcolabili contraddizioni di questa stagione. Che fa rima con confusione.