La ferrarese Rita Minarelli volontaria alle Olimpiadi invernali
Il suo ruolo è sport liaison volontaire e presterà servizio durante la cerimonia d’apertura dei Giochi e alle competizioni di curling. «Sono sportiva da sempre, è un sogno»
Ferrara Dal jazzercise allo sci, per arrivare al Panathlon, senza smettere di essere anzitutto una sportiva praticante. Adesso volontaria alle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026 e proprio nella Perla delle Dolomiti. Rita Minarelli è là, nel cuore pulsante dell’evento a cinque cerchi sulle nevi e, al di là dell’impegno che è serio e pure gravoso, se la sta godendo appieno quest’esperienza olimpica: la sua voce al telefono trasmette tutta l’emozione, arriviamo a dire l’esaltazione per il coinvolgimento in un evento di questa portata mondiale.
Rita, fervono gli ultimi preparativi...
«Sì, quelli per la cerimonia d’apertura, tutte le sere facciamo le prove dalle 19 alle 23, in collegamento con Milano e altre due località. La portabandiera Federica Brignone è qui, mentre l’altra, Arianna Fontana, è a Milano. Hanno diviso gli atleti a seconda degli impegni agonistici. È tutto segretissimo, non possiamo svelare nulla, né fare foto o video. A organizzare è la Balich Wonder Studio, azienda che si è occupata di tante inaugurazioni internazionali. Ci sono tante persone e volontari».
Ecco, volontari: tu come ci sei diventata?
«Su 130mila domande, ne hanno presi 18mila: è la prima volta che le Olimpiadi sono diffuse, a Milano hockey e pattinaggio, a Cortina tutte le discese femminili e il curling: il primo a gareggiare è il misto, dove siamo campioni olimpici in carica con Amos Mosaner e Stefania Constantini. C’è molto fermento e la disciplina attira tantissimo: lo stadio del ghiaccio è meraviglioso. Le tribune anni 50 le hanno mantenute, è stata rifatta la copertura».
Già, tanti lavori...
«Eh, anche la pista da bob, che ha alzato tante polemiche, è comunque meravigliosa, poi la sera tutta illuminata...»
C’è un clima elettrizzante.
«La squadra femminile dell’Italia è tutta qua. Poi c’è un centro stampa con tutte cabine trasparenti di tutte le Nazioni dove faranno le dirette televisive. C’è pieno di operatori, è un mondo trasformato. Da domenica c’è una ztl con pass per residenti e chi ci lavora e inizia molto fuori Cortina».
Perché hai scelto di fare la volontaria?
«Sono una sportiva da sempre e da quando ho saputo che le Olimpiadi erano qui, ci ho lavorato subito. Le selezioni sono iniziate nel 2024, mi hanno presa a settembre 2025. Faccio anche parte della squadra di sci dell’istituto bancario nazionale per cui lavoro, tutti gli anni facciamo i campionati per bancari italiani (una volta sono arrivata anche terza...) ed europei. Il mio è volontariato sportivo, ma ho superato anche la selezione per la cerimonia inaugurale: a Cortina ne hanno presi 70, ma è un impegno...».
Cosa ti fanno fare?
«I volontari hanno migliaia di ruoli diversi. Io ora sono al curling, e sono vicino al presidente della Federazione internazionale e fare da collegamento con gli staff tecnici. Per l’esattezza il mio ruolo si chiama “sport liaison volontaire” e in pratica... non ne ho idea! Ma me lo diranno. Ognuno ha un proprio ruolo, un proprio accesso, anche se hai il pass devi stare alle regole. È tutto molto bello, un clima sportivo, poi questa settimana arrivano tutti gli atleti, sarà bello essere nel vivo delle Olimpiadi: si conoscono persone provenienti da tutto il mondo, ce ne sono anche dal Canada, dalla Cina...».
E il curling?
«È molto interessante: lo stone pesa 20 chili, la producono in un un’unica cava al mondo in Scozia e il titolare è qui a Cortina. Lo voglio imparare, attira molto pubblico, ha una copertura televisiva pari al 48% delle Olimpiadi».
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