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Dopo il pareggio

Ars et Labor, Parlato: «Bisogna fare gol»

Tommaso Schwoch
Ars et Labor, Parlato: «Bisogna fare gol»

Il commento del mister dopo la trasferta in Romagna

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Forlì Da quando è cambiata la guida tecnica, è arrivata una sola vittoria, non la svolta che si stava cercando. Ora, a dieci giornate dalla fine, i punti di distacco dal Mezzolara sono altrettanti, una voragine che sembra davvero incolmabile: «Dobbiamo, per forza di cose, crederci. Ma capisco di chi non la pensa così. Abbiamo dato tutto e provato cose diverse - dice mister Parlato -, sia a livello di uomini che di gioco: Carbonaro e Senigagliesi si sono cambiati posizione ad esempio, abbiamo provato ad alzare il baricentro dei braccetti, nel secondo tempo abbiamo tentato anche a spingere ancora di più aggiungendo Cozzari e Moretti. È un peccato, perchè la squadra ha buttato via diverse palle gol, rischiando anche di subire la beffa alla fine. I ragazzi sono usciti stremati, due si sono anche infortunati. Noi dobbiamo fare mea culpa perchè siamo noi a giocare. Però, bisogna iniziare a finalizzare almeno una parte delle 8/9 occasioni che creiamo. Mi spiace per i tifosi arrivati. Sarei più felice di offrire una prestazione al di sotto delle aspettative, ma portando a casa i tre punti».

A niente è servita la svolta tattica provata da Parlato che si è affidato all’inedito 3-4-2-1: «Siamo partiti con Carbonaro e Senigagliesi larghi, ma vedevo che c’era poca gente ad attaccare l’area. Nel secondo tempo ho cambiato qualcosa, mi serviva una spalla da affiancare a Piccioni e ho fatto entrare Moretti, poi anche Cozzari. Ho cercato di mettere tante soluzioni di qualità in attacco. Alla fine i legni e la fretta nel concludere non ci hanno fatto portare a casa il risultato, ai ragazzi posso rimproverare solo la poca lucidità sotto porta».

Vista la poca qualità dell’avversario, forse si poteva osare di più dall’inizio: «Con la difesa a 4, lasciando i terzini bassi, i giocatori rimasti per attaccare sono sei; mettendoci a 3 dietro abbiamo invece la possibilità di offendere in sette. Non penso che il problema sia il modulo. La cosa oggi fa male è non aver portato a casa i tre punti, non la prestazione».

Primo posto andato, anche se la cosa non può essere ammessa dagli addetti ai lavori, ora sarebbe il caso di blindare almeno il secondo. Forse con qualche nuovo innesto, soprattutto in vista degli scontri playoff: «Della rosa bisogna parlarne col direttore, io posso parlare dell’aspetto tecnico. Sarò ripetitivo, ma finché la matematica non ci condanna abbiamo l’obbligo di provarci. Sto lavorando molto bene con questi ragazzi, mi stanno dando ampia disponibilità. Se dovesse arrivare qualcun altro, sarà ben accetto. Dobbiamo lavorare soprattutto sulla fase finalizzativa». 

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