Ars et Labor e tifosi più uniti per rilanciare il grande sogno
C’è già fermento per il match con il Mezzolara al “Mazza”
Ferrara Il corrente -7 dalla vetta testimonia che la salita è ancora discretamente ardua, ma l’Ars et Labor dovrà affrontare la prossima tappa con un’autostima massimale, sfruttando il vento a favore del periodo. Gli ultimi tre punti conquistanti, nonché gli stessi rosicchiati al Mezzolara, portano al loro interno una componente psicologica favorevole, che, in avvicinamento al big match con la capolista potrebbe creare una condizione di carica vantaggiosa da sfruttare al fianco della propria gente (quella già bella carica per l’appuntamento, come da annuncio della Ovest, che ha già invitato il popolo biancazzurro a recarsi in massa allo stadio). Se poi si dovesse compiere il miglior dovere anche nel prossimo pomeriggio del “Mazza” allora sì che quel -4 (con altre 6 giornate da disputare, e quindi 18 punti a disposizione) non andrebbe visto soltanto come un numero, ma le tappe di un percorso realmente praticabile.
Vedremo se gli uomini di mister Carmine Parlato riusciranno a entrare realmente nella testa di un Mezzolara che, cadendo a Ferrara, potrebbe rivedere gli spettri della scorsa annata. E si sa che quando le temperature meno rigide si mischiano ai pollini primaverili, nel mondo del calcio capita anche l’impensabile.
I bolognesi arriveranno alla contesa di corso Piave con la classifica dalla propria parte e con un collettivo davvero forte, ma anche con il disorientamento di aver fatto ancora una volta “zero” contro quell’Osteria Grande che nelle due occasioni contro l’Ars era sembrata la squadra più vulnerabile del torneo (persino più del Mesola, parso più combattivo).
Dall’Ara e compagni avranno un solo risultato a disposizione per riaprire davvero i giochi in chiave primato, ma la pressione potrebbe essere scacciata da un ambiente infuocato e galvanizzato dal successo in rimonta ottenuto con le unghie e con i denti contro un buon Solarolo, al termine di una prestazione imperfetta ma efficace. Ecco, con il Mezzolara bisognerà fare molto meglio in tutto e per tutto: in termini tecnici, d’attenzione, di distanze complessive e di duelli da far propri in ogni zona del campo. Va da sé che tutti i singoli dovranno rendere al massimo, poiché partite del genere si vincono soltanto con un’alta percentuale prestativa da parte sì del collettivo, ma anche di ogni sua singola componente.
L’aver dato un senso al faccia a faccia è già di per sé una speranza da tenersi stretti. Ora non resta che far la voce grossa e riaprire definitivamente i giochi di un campionato che sta dando all’Ars et Labor una specie di seconda possibilità. Prendere, accentuando la rincorsa, o lasciare, restando poi a pensare, con quel filo d’amaro in bocca, alla strada secondaria chiamata playoff.
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