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Formula 1, che gioia a Migliaro per il trionfo di Kimi Antonelli

Davide Bonesi
Formula 1, che gioia a Migliaro per il trionfo di Kimi Antonelli

La giovane stella dei motori ha iniziato nell’impianto della famiglia Barbi. «Aveva 7 anni, era curioso. Torna spesso, è alla mano e merita tutto questo»

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Migliaro Ieri, domenica 15 marzo, alla pista go kart della famiglia Barbi a Migliaro non è stata una giornata normale. Da un lato perché erano veramente in tanti i piloti che hanno provato i go kart in una domenica destinata alle prove libere. Dall’altro perché tutti avevano un occhio sulla pista e uno sui cellulari per seguire quello che ormai è diventato l’idolo di casa, Kimi Antonelli, il giovanissimo pilota bolognese che ha vinto il Gran premio di Cina di Formula 1, il primo della carriera, riportando l’Italia in cima al podio a distanza di vent’anni (Gianluca Fisichella in Malesia nel 2006). Antonelli a Migliaro è ormai di casa, ha iniziato a corrervi da quando era un bambino e vi torna ogni volta che può, lo ha fatto più volte anche di recente con immagini apparse anche nella serie “Formula 1: drive to survive” di Netflix.

Papà Mario Barbi, fondatore della pista migliarese, e il figlio Nicola, l’attuale gestore, conoscono bene la famiglia Antonelli. «Sono venuti qui tantissime volte, da quando Kimi aveva sette anni. Possiamo proprio dire che ha mosso i primi passi qua - racconta Nicola Barbi -; l’ultima volta è stata un mese fa, ma era venuto anche all’inizio dell’inverno prima di partire con i test di Formula 1. Ricordo che mi disse “Siamo carichi”, direi che l’ha dimostrato. Ieri ho potuto vedere soltanto gli ultimi giri della gara perché c’era tantissima gente in pista, ma siamo tutti emozionati, anche mio papà, perché abbiamo un bellissimo rapporto con Kimi. E tutti i nostri clienti presenti in pista erano collegati, chi guardava la televisione e chi il telefonino per seguire Antonelli e alla fine si è festeggiato questa bellissima vittoria».

Barbi appena terminata la gara vincente di Antonelli ha postato la foto di un autografo con scritto “Alla pista di Migliaro. Con affetto” e la sua firma. «L’autografo risale a quando ancora correva nei kart e stava per passare in Formula 3. Era il suo primo autografo, ricordo che si è voltato verso papà chiedendo “Papà cosa devo scrivere?”. È un autografo a cui teniamo tanto. Ma Kimi è un ragazzo molto alla mano, una famiglia umilissima, papà Marco, la mamma Veronica, si meritano le soddisfazioni che ricevono anche per questo. Kimi è un ragazzo splendido, educatissimo, sempre pronto per foto e autografi».

Ogni volta che Antonelli viene a Migliaro è una grande festa e anche se solitamente per evitare affollamento la notizia viene data a fine visita, per la pista della famiglia Barbi è sempre un grande momento: «È una vetrina importante per noi, oltre a un’enorme soddisfazione. Perché davvero lo ricordiamo qui piccolissimo: capelli lunghi, introverso, ma voleva sapere tutto dei motori e il papà gli spiegava tante cose. Ora vederlo sul primo gradino della manifestazione automobilistica più importante al mondo è incredibile... e bellissimo».

E ogni volta che viene a Migliaro il giovane campione di Formula 1 incontra i carabinieri delle stazioni della zona, perché il padre Marco è un carabiniere ausiliario in congedo, che ha prestato servizio nella stazione dei carabinieri di San Giovanni in Persiceto, nel Bolognese. E fra i tanti che ieri hanno celebrato sui social la grande vittoria di Antonelli c’è anche il primo cittadino del Comune di Fiscaglia, Fabio Tosi, il quale ha postato una fotografia assieme al pilota, incontrato proprio in una delle sue visite alla pista di Migliaro.

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