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Calcio – Eccellenza

Ars et Labor, è l’ora di surfare: la strada è stretta ma ora c’è

Alessio Duatti
Ars et Labor, è l’ora di surfare: la strada è stretta ma ora c’è

Ambiente compatto e assetto giusto per puntare alla vetta

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Ferrara È impossibile non ripartire da quel fortissimo “Dai ragazzi noi ci crediamo!” cantato dalla Ovest, applaudito dalla tribuna e accompagnato dalla squadra con la voce e con le mani. Sta tutto dentro un coro, a quel coro, il succo di quanto successo l’altro ieri al “Paolo Mazza”. Oltre 6.300 tifosi a far ribollire il catino biancazzurro, una prova maiuscola da parte del collettivo e una speranza ora aperta per davvero di poter riacciuffare la vetta.

Nello scontro che tutta l’Eccellenza emiliano-romagnola indicava come l’ultima frontiera per l’Ars et Labor, la squadra che fino a poche settimane fa era precipitata in una specie d’utopia calcistica, sono arrivate conferme del momento brillante, che ha portato i biancazzurri a battere la capolista Mezzolara. Il desiderato “mind the gap” londinese non è riuscito ai bolognesi di mister Zecchi, che in sole due settimane si sono visti recuperare ben 6 punti dalla squadra del collega Carmine Parlato.

La corsa al primato, che per certi versi sembrava già chiusa, per l’Ars et Labor resta in salita (già più dolce rispetto a una settimana fa), ma è ufficialmente riaperta. La componente numerica è chiara: ci sono 4 punti da dover recuperare nelle restanti 6 giornate, che ne metterà a disposizione 18. Missione ancora non semplice, ma finalmente possibile da pensare e da vivere, dando tutto ciò che rimane nel serbatoio di una primavera che già lo scorso anno si era rivelata letale per i budriesi.

L’aspetto psicologico è dunque l’altro fattore di grande attualità da tenere in primissima considerazione. Vincere uno scontro diretto fa sempre bene. Vincerlo in maniera più che legittima, urlando letteralmente in faccia all’avversario, vale doppio. Fin qui il Mezzolara ha dimostrato ottime doti tecniche e una mentalità importante, accentuata a metà stagione dalla concomitante crisi ferrarese, che ha generato consapevolezza nei rivali. Ora l’auspicio è che possa accadere l’esatto contrario. Chissà se l’Ars et Labor si sarà insinuata nella testa dei battistrada, attesi nel prossimo turno da una gara molto delicata (contro il Solarolo) il giorno dopo Pietracuta-Ars. Far arrivare il Mezzolara al suo fischio d’avvio con un solo punto di vantaggio sarebbe un altro elemento niente male da infilare come un tarlo nelle menti bolognesi e come fattore in questo rush finale senza esclusione di colpi. D’ora in poi varrà tutto e tutto dovrà fare brodo.

Va da sé che Dall’Ara e compagni dovranno provare a vincerle davvero tutte (e non sarà facile) da qui alla fine. Bisognerà ragionare turno dopo turno, questo è chiaro, ma soltanto la striscia di 10 vittorie consecutive, salvo tracolli altrui, potrebbe realizzare tutto ciò che fino a meno di 10 giorni fa sembrava impensabile. I 4 punti di margine consentiranno al Mezzolara di potersi eventualmente giocare almeno un altro jolly, ma, al di là della componente mentale, la realtà bolognese è parsa sulle gambe e poco lucida nelle scelte.

Fattori di primissimo rilievo, che, al contrario, hanno invece premiato un’Ars frizzante dal primo all’ultimo istante del big match (fatta eccezione per la dormita collettiva sul gol del 2-1). Quella biancazzurra è stata una squadra davvero stupenda da vedere, in tutto e per tutto. Ingredienti completi, miscelati alla perfezione tra chi è partito titolare e chi è subentrato dalla panchina. Rapidità, tecnica, movimenti senza palla, fame, agonismo, concentrazione e tutti i propri gioielli in vetrina (Senigagliesi in primis).

Per sperare di essere sospinti da un’onda sempre più lunga bisognerà continuare a remare di squadra. È altrettanto legittimo auspicare che i leader tecnici si dimostrino ancora da categoria superiore. Quella serie D che oggi può essere nuovamente pensata raggiungibile dalla strada maestra.