Ars et Labor, la serie D col piglio giusto è possibile
Assetto e atteggiamento sono giusti per arrivare alla meta
Ferrara Il 2-0 rifilato al Sant’Agostino nel penultimo derby stagionale – salvo un nuovo incontro proprio con i Ramarri nell’eventuale bagarre playoff – ha generato una Pasqua tranquilla in casa Ars et Labor. Il cioccolato assaggiato dai tesserati biancazzurri, e in generale dal mondo racchiuso nella bomboniera del “Mazza”, ha tuttavia avuto quel sapore dolce amaro generato dai recenti rimpianti che hanno aggiornato il quadro della classifica del girone B. In primis, poiché è sempre giusto guardare prima in casa propria: i due punti persi nella non-prestazione di Santarcangelo con il Pietracuta (ancor oggi poco comprensibile, visto il vento in poppa incamerato dopo la grande vittoria nello scontro diretto con la capolista). Poi, la clamorosa e rocambolesca (al 100’ con rete in palese fuorigioco) vittoria proprio del Mezzolara a Russi.
Porte girevoli che in chiave ferrarese hanno reso il primato della classifica una missione quasi impossibile. Ma è altresì chiaro che le fresche “rosicate” non cancellano tutto ciò che è stato vissuto dall’Ars nei mesi precedenti, quando la squadra – unita al caos tecnico-societario – aveva lasciato una miriade di punti per strada. Il vero mea culpa sta proprio lì, ma le vicissitudini delle ultime settimane non passano inosservate.
Il quadro attuale in chiave promozione diretta cita Mezzolara punti 67, Ars et Labor punti 61, a -6. Il tutto con 4 giornate ancora da disputare, nonché con soli 12 punti a disposizione. Se la compagine allenata da Carmine Parlato dovesse vincerle tutte, ai budriesi servirebbero almeno 2 vittorie e un pareggio: nel rush conclusivo il Mezzolara potrebbe concedersi anche una sconfitta. I bolognesi, tra l’altro, giocheranno ben tre partite sul proprio campo e nel poker conclusivo entrambe condivideranno due avversarie: il già retrocesso Mesola e quel Sanpaimola che si è avvicinato alla salvezza e può nutrire qualche speranza playoff.
Nel prossimo turno l’Ars potrà mandare a dormire il Mezzolara a +3, facendo il proprio nel sabato pomeriggio di Mesola e attendendo poi la risposta bolognese il giorno dopo contro un Pietracuta, che si presenterà all’appuntamento con il coltello tra i denti: i “sammarinesi della Romagna” sono reduci da quattro risultati utili consecutivi e hanno riacceso la speranza di salvezza diretta, ma uscire dalla zona playout richiede ancora tanti punti.
L’Ars, poi, ospiterà il Sanpaimola, ancora in corsa per entrare in zona playoff, e chiuderà con due assolute pericolanti, che lotteranno per uscire dalla zona bollente: la Sampierana (in trasferta) e il Faenza (all’ultima, al “Mazza”) entrambe oggi ai playout, ma la classifica è così corta che ne possono uscire. Il Mezzolara, dal canto suo, dopo il prossimo turno riceverà la visita delle due ferraresi Mesola e Sant’Agostino, con nel mezzo l’esterna contro il Sanpaimola.
Insomma, la matematica lascia aperti scenari miracolosi, che forse solo il pallone sa regalare. Ma la faccenda per l’Ars resta complicatissima – per non dire utopica –, nonostante l’ultima convincente vittoria sul Sant’Agostino. Senz’altro il miglior segnale in chiave presente e futura. Il campo ha detto che la squadra sembra aver acquisito consapevolezza di dover chiudere al meglio la fase regolare, mantenendo attaccata la spina dal punto di vista fisico e mentale per ciò che poi potrà palesarsi. Per assicurarsi una fase regionale dei playoff tutta in corso Piave – fattore campo e risultati favorevoli in caso di parità – all’Ars mancano solo tre punti. Poi, nel caso, si apriranno esotici discorsi di andata e ritorno tra Abruzzo, Toscana o Lazio.
Oggi conta solo stare sul pezzo e tenere alta l’asticella dell’entusiasmo in tutta la piazza. Il “dai ragazzi noi ci crediamo” alzatosi dalla Curva anche al termine dell’ultima partita è senz’altro riferito all’obiettivo complessivo – Mezzolara o non Mezzolara – chiamato serie D. Mister Parlato e la sua esperienza sanno che vincere aiuta a vincere. L’impronta trasmessa dal tecnico, con atteggiamento di rigore e altrettanta tranquillità, è stata ben recepita dal gruppo. Anche il tempo dei discorsi tattici è (finalmente) finito. Ora la squadra ha un’identità e sta solo ai singoli dare risposte quando chiamati in causa. Poi, le imperfezioni ci sono – altrimenti anche con il Pietracuta si sarebbe vinto – e vanno limate il più possibile. Ma l’approccio primaverile di quest’Ars et Labor fa davvero ben sperare.
Oggi pomeriggio al “G.B. Fabbri” si aprirà una nuova settimana di lavoro, con la Pasqua alle spalle e con il Mesola come prossimo obiettivo.