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Con Mazzali l’Ars non ha paura: «Ci giochiamo la D per Ferrara»

Alessio Duatti
Con Mazzali l’Ars non ha paura: «Ci giochiamo la D per Ferrara»

«Vogliamo mandare il Mezzolara almeno per una notte a -3»

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Ferrara Ci sono giocatori importanti, titolari e titolarissimi. Simone Mazzali figura nell’elenco pregiato di casa Ars et Labor. Il terzino mancino nato nella non lontana Poggio Rusco (territorio mantovano) è una delle note liete – e continue – della stagione biancazzurra. Giunta al rush finale con vista pressoché obbligata sui playoff. Moto perpetuo della fascia sinistra, il classe 2002 si pone come una delle garanzie per mister Carmine Parlato. Mazzali, dalla sua, ha tutto. Corsa, piede, fisico e intelligenza tattica. Forse, aggiungendo quel “sacro fuoco” che nel calcio fa la differenza, potrà tornare a calcare in breve tempo quei palcoscenici della serie C conosciuti in particolar modo a Legnago, ma anche a Carpi, dove nel settembre del 2024 era sceso in campo al Mazza da avversario per poco più di mezzora.

Mazzali, partiamo dall’aggiornamento della rincorsa al primo posto: -6 a quattro giornate dal termine. Che dire?

«Non dobbiamo mollare finché non ci sarà la certezza matematica per i nostri avversari. In quel caso bisognerà accettare di fare i playoff ed essere già pronti per vincerli e raggiungere ugualmente il nostro obiettivo. Ci siamo messi su una strada più difficile a causa di un percorso fatto anche di errori ma è ancora tutto aperto e siamo qui».

Con il Sant’Agostino avete dimostrato di essere sul pezzo nonostante il -9 d’inizio gara.

«Il mister ci ha sempre trasmesso la mentalità di dover pensare solo a noi. Nel prossimo turno vogliamo mettere pressione mandando il Mezzolara almeno per una notte a -3 ma sappiamo che a Mesola sarà una sfida comunque tosta nonostante loro siano già retrocessi. Nessuna partita è scritta in partenza, loro lotteranno per l’orgoglio ma noi abbiamo tanta consapevolezza perché stiamo giocando partite di ottimo livello».

Se saranno playoff?

«Sono sincero, all’inizio un po’ di rammarico e di fastidio ci sarà e credo sia normale. Poi, però, va tutto messo via e ci si dovrà caricare al massimo per affrontare gli spareggi, tra l’altro anche contro squadre che non conosciamo e quindi saranno altri stimoli. Tutti si giocheranno molto, noi ci giochiamo la serie D per Ferrara».

Qual è il rimpianto principale di questa stagione?

«Abbiamo dimostrato di avere le qualità e le capacità per fare partite di livello, vincendo e non concedendo agli avversari. Il peccato è non aver avuto continuità. Un esempio è proprio il post Mezzolara, col successivo pari contro il Pietracuta».

Lei è contento della sua stagione personale?

«Non troppo. Avrei potuto e dovuto fare di più a livello realizzativo tra assist e gol. Sono molto autocritico perché so di avere determinate potenzialità fisiche e caratteristiche per far bene il mio ruolo. L’ambizione è quella di far sempre di più, ci penso sempre. Tutti me lo dicono, lo leggo nelle pagelle, nei commenti, ed è così».

In questa prima parte di carriera ha giocato anche in serie C. Cosa le è mancato per restarci in pianta stabile?

«Forse un po’ di autostima e di convinzione nei miei mezzi. Magari sono ancora un po’ discontinuo, alterno alti e bassi e capita che faccio il compitino invece di rischiare la giocata che avrei anche nelle mie corde. Magari sono mancate queste cose, unite a qualche dinamica sfortunata perché a Legnago avevo fatto 15 partite consecutive prima di fare i conti con la pubalgia che mi ha allontanato dai radar».

Quest’anno nel suo ruolo non ha concorrenti. Dicono, però, che la competizione sana sia un plus per un giocatore. Cosa ne pensa?

«Ci può stare, sono d’accordo. Sono ovviamente felice di giocare sempre e non mi sono mai seduto a prescindere da qualche errore o partita sbagliata. Però in linea generale e passata, avendo sempre dovuto duellare per una titolarità, è vero che giungono stimoli per dare sempre quel qualcosa in più».

Nonostante la vicinanza di Poggio Rusco, ha deciso di vivere a Ferrara.

«Beh la strada non è comoda ed è piena di autovelox.... Poi, mi trovo molto bene in città. Qui si fa gruppo, si coltivano rapporti e sono felice di condividere l’appartamento e l’amicizia con Stoskovic. Ferrara è meravigliosa, poi ora che è arrivata la bella stagione si vive ancor meglio in mezzo alla gente».

Propositi per l’immediato futuro?

«Non vorrei dire cose banali o usare frasi fatte, ma prometto che non molleremo di un centimetro e daremo battaglia. Il nostro obiettivo è solo quello di vincere ed essere promossi. Se bisognerà percorrere una strada più lunga, dovremmo essere ancora più carichi. Senza abbatterci e senza paura».l

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