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Verso Ars et Labor-Sanpaimola, gli avversari: «Daremo tutto per salvarci al Mazza»

Alessio Duatti
Verso Ars et Labor-Sanpaimola, gli avversari: «Daremo tutto per salvarci al Mazza»

Matteo Landini, “storico” capitano dei ravennati, lancia la sfida ai biancazzurri: «Domenica sarà un'emozione, ma all’andata abbiamo dimostrato valore»

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Ferrara Arriveranno al “Mazza” da San Patrizio di Conselice, i prossimi avversari dell’Ars et Labor. Si tratta di quel Sanpaimola voglioso di chiudere il prima possibile la pratica salvezza (ben indirizzata) flirtando con la zona playoff. La compagine allenata da mister Davide Gallamini si trova infatti nel maxi limbo di metà classifica (43 punti) a +4 sulla zona playout e a -2 dal playoff. I numeri stagionali della squadra ravennate parlano di 12 vittorie, 7 pareggi, 12 sconfitte, 43 reti realizzate e 41 subite: l’equilibrio, a quanto pare, è di casa. Il presente parla di un “Sanpa” in grande stato di fiducia, reduce da 5 risultati positivi nelle ultime 6 uscite, con le ultime 3 giocate sempre senza gol al passivo. Nell’incandescente finale di stagione che attende la compagine tinta di giallo, rosso e blu, l’Ars et Labor, il Mezzolara e il Pietracuta. Ne è consapevole il baluardo difensivo (classe 1999) Matteo Landini, che nel Sanpaimola indossa la fascia da capitano dopo una militanza ormai storica (si segnala anche una parentesi, in tempi Covid, alla Portuense Etrusca).

Landini i 90 minuti di Ferrara si stanno avvicinando: sensazioni? «Abbiamo tanto entusiasmo, lo si percepisce nel gruppo. C’è la voglia di viversi uno di quei palcoscenici che t’immagini da bambino, nessuno in questi anni pensava di poter essere protagonista in un pomeriggio di calcio del genere. Questa partita ci gratifica, ci fa piacere e, come normale che sia, ci mette un po’ di pressione, perché non siamo abituati a giocare davanti a un tale numero di spettatori».

Il vostro finale di stagione? «Siamo concentrati. Vogliamo uscire dal gruppo che è ancora in ballo per i playout. La nostra classifica dice qualcosa di confortante, ci sono ancora tanti scontri diretti da disputare e abbiamo margine, ma non è ancora finita. Poi sì, ci piacerebbe provare anche a lottare per qualcosa di diverso. Ma prima di tutto salviamoci».

Sarete anche l’ago della bilancia nella lotta per il primato tra Ars e Mezzolara. «Entreremo in questi discorsi, quindi saranno davvero due settimane di fuoco. Noi abbiamo grande entusiasmo nell’affrontare una realtà incredibile come quella di Ferrara e di poterci misurare con quella che oggi è la capolista. Abbiamo voglia di metterci in mostra e di far vedere che anche il Sanpaimola c’è».

Al di là di tutto ciò che potrà succedere in queste ultime tre uscite, che bilancio farebbe oggi della vostra stagione? «Non possiamo ritenerci soddisfatti, avremmo potuto far meglio. Abbiamo lasciato in giro prestazioni non all’altezza e, quindi, punti. Le qualità in squadra ci sono, nonostante l’età media bassa del gruppo. Si poteva far peggio, certo, ma anche meglio. Diciamo che va bene così. Non ci sono rimpianti, ma più di un rammarico c’è».

Ricordi e insegnamenti del clamoroso match d’andata, perso da voi 2-3 al 90’? «Che ogni errore contro squadre come l’Ars et Labor lo paghi. Nulla di più, nulla di meno. Quando si affrontano le big, la differenza è questa. Altri magari non ti puniscono sempre, le grandi lo fanno. Ma ricordo anche che ce l’eravamo giocata. Si parte sempre con la palla al centro e sul punteggio di 0-0».

L’attualità dice che siete in gran forma e non subite mai gol. «Stiamo bene. La continuità è anche dettata dai tanti rientri in rosa, dalla quadratura trovata a livello di modulo e da tanti fattori che danno stabilità in campo. Siamo in forma, ma siamo consapevoli che a Ferrara e poi col Mezzolara ciò potrebbe non bastare, perché ci misureremo con realtà davvero forti».

Con quale atteggiamento? «Umiltà e giusta mentalità nel capire chi si sta affrontando, per provare a dar fastidio. Vogliamo giocarcela. Poi, quel che verrà sarà comunque positivo, se avremo fatto il nostro. Il desiderio è quello di non avere rimpianti, rispetto a una giornata che rimarrà dentro di noi per anni e anni».

Sognate la salvezza matematica al “Mazza”? «Non so cosa darei per una cosa del genere. Sarebbe bellissimo se si avverasse, anche se il realismo va sempre messo davanti a ogni cosa. Daremo tutto».

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