Vincere e sperare, l’Ars et Labor ospita il Sanpaimola
Calcio d’inizio alle 15.30, probabili formazioni e il pensiero di mister Parlato
Ferrara Un’altra missione da non fallire, per tenere viva la flebile speranza ma anche arrivare di slancio all’eventuale (e probabile) playoff.
È alle 15.30 il calcio d’inizio tra Ars et Labor e Sanpaimola. Gli estensi si trovano a -4 dalla capolista Mezzolara, ma i bolognesi se la vedranno in casa contro il Mesola, in una partita che li pronostica come favoriti.
Al “Mazza” arriverà un avversario in forma, capace di tenere la porta inviolata in quattro delle ultime cinque partite – e questo raddoppia l’impegno degli attaccanti biancazzurri.
Probabile formazione
L’undici iniziale? Tra i pali non fa più notizia la presenza di Luciani. In difesa Mambelli si candida alla terza partita da titolare consecutiva insieme a Dall’Ara, con i soliti Iglio e Mazzali ad agire sulle fasce. Centrocampo composto probabilmente da Cozzari, Mazza e Prezzabile. In attacco ecco che rientra dalla squalifica Senigagliesi, il quale prenderà posto alla destra di Piccioni, mentre nel ruolo di ala sinistra c’è Carbonaro, autore di un gran gol in semirovesciata nella partita d’andata, decisivo per portare il risultato sul 3-2 a incontro quasi terminato.
Mister Parlato
Delle insidie della sfida con il Sanpaimola si è occupato Carmine Parlato nella conferenza pre-partita.
Mister, com’è andata la settimana di lavoro? Il passo falso del Mezzolara ha influito sul morale della squadra?
«La settimana è stata fatta in funzione degli avversari, a prescindere dai risultati. Bisogna andare avanti e crederci sempre, pensando a noi stessi. Stanno tutti bene, tranne Giacomel, che sta migliorando e seguendo un programma a parte. Io guardo al nostro percorso e alla nostra strada: giochiamo contro una formazione che esprime un buon gioco, ben messa in campo, capace di fare tanti gol e con principi di gioco specifici. È necessario stare attenti. La mia raccomandazione, con i ragazzi, è che di domenica in domenica bisogna dare tutto per guadagnarsi la conferma. Non ci si può sedere, non abbiamo fatto nulla finora. Abbiamo fame, voglia e bisogno dei tre punti».
Quanto è stato importante per il gruppo, e anche per lei come allenatore, aver visto entrare i sostituti (Moretti e Barazzetta soprattutto) con tutta quella voglia e andare a creare le uniche occasioni del secondo tempo?
«Non mi piace parlare delle partite giocate. Tuttavia la competizione sana aiuta a far crescere le prestazioni dei singoli. In questi mesi abbiamo lavorato sapendo che nessuno ha il posto assicurato nell’undici iniziale. Chi corre, si dà da fare e ha spirito battagliero, col sottoscritto sfonda una porta aperta».
Il centrocampo è il reparto con la maggiore abbondanza. Si trova in difficoltà nel dover fare delle scelte in quella zona?
«Devono mettermi in difficoltà. Un giocatore non può sentirsi una riserva: deve puntare a mettere in crisi l’allenatore e fargli capire che lui c’è ed è pronto. Poi, sta a loro sfruttare le opportunità che vengono concesse. Ricci? Sta bene ed è recuperato, così come lo era la settimana precedente».
In attacco vedremo ancora una volta Piccioni?
«Come ho sempre detto, Gianmarco è un riferimento importante, così come lo è Moretti. Valuteremo fino all’ultimo».
In spogliatoio si parla del Mezzolara?
«Principalmente guardiamo a noi. Poi siamo esseri umani, quindi è ovvio che un pensiero agli avversari lo si fa. Loro stanno meritando il primo posto, noi siamo lì sotto e non possiamo sbagliare niente. Sarà una partita terribilmente importante, sia per la classifica che per la nostra continuità di prestazione. L’obiettivo è tenere la fiamma accesa fino a fine stagione».
Quando pensa di poter recuperare Giacomel? Anche Iglio e Carbonaro sono sembrati un po’ acciaccati negli allenamenti settimanali...
«I tempi di Giacomel non riesco a quantificarli, vedremo quando recupererà. Per quanto riguarda Iglio e Carbonaro, sono entrambi disponibili».
Che prospettiva vede per il giovane Rossi?
«Buona, ma tutto dipenderà da lui. Io credo che un calciatore, quando inizia la carriera, deve pensare solo a darci dentro e a spingere tanto sull’acceleratore. Deve mettere in difficoltà sé stesso per iniziare a capire che è salito su un treno dove ci sono tante carrozze, e dall’ultima deve arrivare alla prima. Tanti ci riescono ma altrettanti scendono dal treno anzitempo. Questo è un pensiero che ho e che vale per tutti i giovani: spesso chi ha i mezzi e le qualità le spreca, mentre chi è umile e ha voglia arriva. Il consiglio che do è di non mollare mai».
Pensa che il Mesola possa mettere in difficoltà il Mezzolara?
«Io devo pensare a battere il Sanpaimola, non ho altre cose a cui pensare».
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