Ars et Labor verso la resa dei conti. Parlato prima della Sampierana: «Mettiamo cuore e anima»
Il Mezzolara è a un passo dal titolo. Il mister alla vigilia della penultima partita di campionato: «Pensiamo solo a noi stessi»
Ferrara Siamo arrivati all’ultima trasferta della stagione regolare, la più lunga dell’intero campionato. L’Ars et Labor disputerà la penultima giornata del campionato al “Campodoni” di San Piero in Bagno, contro una Sampierana in piena lotta nel tentativo estremo di uscire dalla zona playout o, quanto meno, di migliorare la propria posizione in griglia di partenza nella post season che mette in palio la salvezza. Uno scenario completamente diverso rispetto all’andata, quando i bianconeri abitavano le zone alte della classifica.
Gli avversari
I romagnoli restano comunque un avversario insidioso, visto che parliamo della quarta potenza di fuoco del girone con 44 reti realizzate. Per contro, è la difesa il problema della squadra di mister Montanari (subentrato a stagione in corso): 49 gol subiti, peggio hanno fatto solo il Castenaso (50) e il retrocesso Mesola (59).
La probabile formazione
Per quanto riguarda i biancazzurri, la formazione si è andata delineando. Come noto, in porta ci sarà Luciani, che sarà difeso dalla linea a quattro formata da Iglio, Dall’Ara, Mambelli e Mazzali. A centrocampo il solito dubbio su chi sarà il terzo a far compagnia a Mazza e Cozzari: potrebbe essere concesso ulteriore minutaggio a Ricci, tornato tra i titolari la scorsa settimana, ma parso non ancora al meglio della condizione, con Prezzabile l’alternativa più concreta e Malivojevic l’altra possibile scelta. In attacco i soliti noti: Senigagliesi a destra, Piccioni al centro e Carbonaro a sinistra, anche qui non la possibilità d’ingresso in corsa. Partita da vincere per poter ancora sperare in un passo falso (o anche mezzo, un pareggio) del Mezzolara, ma per Parlato, come sempre, la squadra deve pensare a sé stessa.
Mister, questi possono essere novanta minuti decisivi per il futuro dell’Ars et Labor. «Si avvicina la resa dei conti. Quando mancano poche partite si guarda molto ai numeri. Noi dobbiamo continuare come abbiamo fatto finora, pensando a noi. Sarà una trasferta molto difficile: affrontiamo una squadra che viene da un periodo non favorevole dal punto di vista dei risultati, ma hanno offerto buone prestazioni e hanno determinati principi di gioco. Tranne Giacomel, che sta continuando il suo lavoro, tutti i giocatori sono disponibili».
La Sampierana è un avversario molto particolare: nel girone d’andata era a ridosso dei primissimi posti mentre ora è al quartultimo. In più, i bianconeri sono allo stesso tempo il quarto miglior attacco del campionato e la terza peggior difesa. Come pensa di gestire la partita contro una squadra così a due facce? «È una squadra che fa la partita, anche se è un periodo dove non tutto gira nel modo migliore. Quando ci si trova in una situazione di classifica diversa rispetto a quello che era il cammino iniziale, si può fare fatica. Noi siamo consapevoli di affrontare una squadra tosta e arcigna, che in casa ha vinto molto di più rispetto alle trasferte, subendo anche meno sconfitte. Dobbiamo essere ancora più concentrati e determinati per fare le cose al meglio e con la massima semplicità».
Quanto è importante per la squadra confermare anche in trasferta i numeri che ha in casa? «Noi abbiamo un solo risultato e obiettivo a disposizione: fare i tre punti. Ne abbiamo bisogno sia noi che loro, anche se per motivi diversi. Dobbiamo prepararci bene e tenere accesa la fiammella, è così da tante partite e lo sarà anche per la sfida di oggi».
Ars et Labor e Mezzolara giocheranno in contemporanea. Quanto conterà l’aspetto psicologico? «Bisogna mettersi i tappi alle orecchie. Venire a sapere del risultato del Mezzolara, positivo o negativo che sia, potrebbe alterare gli umori in campo. Tappiamoci le orecchie, portiamo a casa i tre punti e poi dopo vediamo che succede».
Sembra esserci qualche difficoltà nell’aumentare il ritmo durante le partite. Sta lavorando su questo aspetto? «Io credo che dipenda molto dagli avversari, non solo dalla nostra bravura. Dipende da quanto spazio abbiamo a disposizione durante le partite: abbiamo disputato incontri dove avevamo spazio libero e c’era una certa velocità di passaggio. Nel momento in cui trovi una squadra quadrata e ben messa in campo, possono esserci delle difficoltà. A quel punto si rallenta il palleggio per avere un maggior possesso. Sappiamo di dover abbassare o alzare i ritmi a seconda della situazione che ci troviamo davanti».
Potrebbero esserci novità per la partita di oggi? «Sì. Stiamo valutando un po’ tutti: i ragazzi sono disponibili e pronti per conquistare la vittoria. Il modulo conta fino a un certo punto, l’importante è mettere il cuore e l’anima».
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