Prezzabile, asso pigliatutto dell’Ars: «Pronti a crederci fino in fondo»
L’uomo-gol degli inserimenti e delle reti pesanti è galvanizzato: «Non vediamo l’ora di vincere domenica e poi... se serve vinceremo ancora»
Ferrara Il calcio è sempre un questione di squadra ed è lapalissiano rammentare che si vince, si pareggia e si perde assieme. Ci sono dei momenti, però, che non possono passare inosservati e protagonisti che si prendono la scena, per quanto favoriti anche dai compagni di squadra nelle loro imprese. Nelle porte girevoli biancazzurre il nome di Alessandro Prezzabile è da considerarsi una sorta di provvidenza. Se l’Ars et Labor può coltivare il sogno del sorpasso all’ultima curva sul Mezzolara, particolare merito va dato ai blitz offensivi del centrocampista classe 1998.
Giunto da Palermo con la nomea – oggi confermata dai fatti – di incursore e mezzala col vizio del gol, il numero 18 estense è arrivato a quota 6 centri in campionato, nell’arco di un minutaggio piuttosto ampio, eppure spesso caratterizzato da partenze dalla panchina. L’ultimo a San Piero in Bagno ha dato seguito al timbro interno con il Solarolo che aveva aperto la vera rincorsa alla capolista.
Prezzabile, i suoi gol si stanno rivelando vitali per le sorti sportive del duello al vertice.
«Sono arrivati in momenti decisivi e questo fa molto piacere, soprattutto perché hanno avuto significato per la squadra in frangenti non semplici. Sono orgoglioso di tutto questo. Il più bello? Direi che senz’altro è stato quello con il Solarolo, di testa sotto la Ovest, mentre quello di domenica ha permesso di tenere aperta la possibilità di vincere il campionato all’ultima giornata. Ho segnato spesso nei finali di partita, persino il rigore per riprendere la parità col Santarcangelo alla fine: è un punticino che potrebbe pesare».
Quant’è soddisfatto della sua stagione?
«Sono molto critico con me stesso, anche in occasione delle migliori prestazioni. Provo sempre a ricercare la sfumatura da migliorare. Fino a questo punto mi ritengo soddisfatto per aver dato una mano. Forse avrei voluto giocare un po’ di più, ma ho sempre messo il gruppo davanti a tutto, perché è giusto così. Ormai anche anagraficamente sono un giocatore adulto e l’esperienza serve anche a vivere meglio ogni situazione a livello caratteriale».
Veniamo al dunque. Ars-Faenza e Mezzolara-Sant’Agostino: cosa succede domenica?
«Sarà una doppia finale. È una di quelle settimane che si prepara da sola. Noi ci speriamo e ci crediamo. Arrivati a questo punto, possiamo solo guadagnarci, visto che qualche settimana fa non sembrava esserci più margine per certi discorsi. Oggi siamo qui a giocarci ancora la vetta, anche se non dipende solo da noi».
La vittoria a San Piero in Bagno quanto vi ha caricati?
«Tanto. Devo dire che il post partita è stato molto bello, perché abbiamo visto che non è ancora finita. Siamo stati bravi a vincerla, perché, dopo il 2-2, eravamo un po’ abbattuti. Nel periodo è evidente che si sia trovata una quadratura in campo molto valida. Ognuno di noi sa cosa deve fare, sa come si deve muovere: siamo concreti e determinati».
Con mister Di Benedetto le cose sono andate tutt’altro che bene, ma possiamo dire che l’impronta siciliana con Prezzabile e Carbonaro è ben percepibile in questa stagione.
«Sì, con il mister purtroppo non è andata e non so nemmeno dire esattamente il perché. Sono periodi che fanno parte del calcio e che capitano nelle stagioni. Su Paolo, invece, dico che è un attaccante che ha fatto una carriera importante, in categorie superiori, e sappiamo il suo valore. Io oggi sto facendo quello che dovrei fare sempre».
Con la lontananza da casa come se la sta cavando?
«Avevo fatto una promessa alla mia compagna, che non sarei più uscito dalla Sicilia, ma, quand’è arrivata la chiamata da Ferrara, non ho potuto rifiutare. Ci siamo organizzati, abbiamo trovato qualche compromesso. Mi mancano i miei famigliari, ma Ferrara è una città fantastica, qui la gente ti fa star bene e sono molto sereno».
Rimarrebbe all’ombra del Castello estense anche l’anno prossimo?
«Eh, ne devo parlare a casa.... Scherzi a parte, rispondo sì, per il motivo per cui sono venuto. È impossibile dire no a una piazza del genere».
Torniamo alla domenica della sentenza: come vi state avvicinando dal punto di vista mentale all’appuntamento?
«Siamo molto carichi e non vediamo l’ora. Ci crediamo e siamo vogliosi di fare una grande partita. Prima pensiamo a vincere la nostra, poi, se arriveranno aiuti, ringrazieremo ed esulteremo».
Se saranno playoff, invece, dopo questa rincorsa, non c’è il rischio di un contraccolpo?
«La delusione ci sarebbe, questo è innegabile. Ma, per come sono fatto io, e credo anche la squadra, bisognerebbe ripartire e pensare a vincere la fase successiva. Per quello che stiamo facendo e per l’onda che abbiamo preso, direi che i presupposti per vincerli ci sono».
Vuol giocare dal primo minuto domenica?
«Certo che ci spero. Allo stadio ci sarà ancora una volta un grande pubblico, la vendita dei biglietti ci dicono sia partita alla grande e penso che ci sarà un pienone. L’attaccamento alla maglia qui è una cosa forte».l
