Parlato prima di Ars et Labor-Faenza: «Vincere, poi guarderemo al Mezzolara»
L’allenatore e gli accorgimenti alla vigilia della partita: «Vietato disperdere le energie. Serve una partita di grande intensità e concretezza»
Ferrara Novanta minuti che decidono una stagione. Domani alle 15.30 ci sarà il fischio d’inizio tra Ars et Labor e Faenza e, contemporaneamente, a Budrio il Mezzolara affronterà il Sant’Agostino. Sarà difficile non pensare ai bolognesi nel corso della giornata, ma il focus principale dovrà essere proprio sul Faenza, come ha ricordato mister Parlato alla vigilia dell’incontro.
Mister, saranno 90 minuti cruciali: com’è andata questa settimana di lavoro? «Saranno gli ultimi 90 minuti di questo campionato. La settimana è andata bene, abbiamo lavorato come facciamo di solito. Ci siamo concentrati molto sul recupero dal punto di vista fisico, per fare in modo di far arrivare tutti i ragazzi al meglio a questa partita importantissima».
Per la sfida al Faenza saranno tutti disponibili? Come stanno Senigagliesi e Giacomel? «Tranne Giacomel, tutti i giocatori sono disponibili per scendere in campo». Al “Mazza” ci sarà l’atmosfera delle grandi occasioni, come a marzo col Mezzolara».
Pensa che, contro un avversario non abituato a questi palcoscenici, la strategia giusta sia aggredire la partita sin da subito? «Ogni partita è sempre una storia a sé. Noi sappiamo e abbiamo idea di quello che dobbiamo fare, poi bisogna vedere cosa accade una volta fischiato l’inizio: difficoltà di campo, l’aspetto tattico dell’avversario, che tipo di pressione portano. Ogni incontro ha dentro di sé tutti questi fattori. Noi dobbiamo solo concentrarci per fare una partita di grande intensità. Allo stesso tempo è necessario fare in modo di essere concreti in area di rigore».
Dopo questi 90 minuti potrebbe esserci l’eventualità di uno spareggio. È una possibilità a cui pensa? «Non so neanche cosa mangerò stasera, anzi devo ancora organizzare il pranzo. Penso al Faenza e basta, poi quello che succederà non lo posso sapere».
Il Faenza darà il tutto per tutto, può dirci qualcosa su questo avversario? «Hanno perso l’ultima partita, ma vengono da 6 punti nelle ultime tre partite. Hanno battuto in casa l’Osteria Grande (2-0) e sconfitto il Solarolo in trasferta (1-2). È una squadra che deve per forza giocarsi la sua partita, così come tante altre del girone. Vedi il Sant’Agostino, ad esempio, che deve lottare per i playoff. Sono tutte partite dove ogni formazione deve pensare a sé stessa. C’è grande rispetto e umiltà nei confronti del Faenza. Tuttavia, come dico sempre, bisogna fare una distinzione: il rispetto è una cosa, la fame di portare a casa i 3 punti è un’altra. Noi vogliamo questi 3 punti».
All’interno della squadra percepisce un’atmosfera diversa? «La testa è tutto nello sport: ti dà motivazioni e te le toglie, ti ricarica oppure ti butta giù. Non bisogna sprecare energie prima di un evento, ma rendere quando si va in scena. Le energie che vengono spese prima non aiutano nel percorso che accompagna fino alla partita. Ai ragazzi questo concetto l’ho ripetuto più volte. Ognuno di loro è diverso, ma avere tutte queste persone al seguito in questa categoria è un qualcosa che raramente si vede. Ce li teniamo stretti, facciamo in modo di giocare insieme a loro e battere il Faenza».
Secondo lei c’è più pressione in casa Ars et Labor o in casa Mezzolara? «Io guardo a noi. Stiamo rincorrendo e dobbiamo continuare a farlo. Loro sono sempre stati primi, affronteranno una squadra che porta il nome di un comune di Ferrara e che allo stesso tempo sta lottando per i playoff. Allo stesso modo il Faenza farà di tutto per salvarsi. Io gioco la mia partita, poi non posso sapere la tensione che ci sarà durante Mezzolara-Sant’Agostino».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
