Ars et Labor, è il giorno della verità. Un occhio al Faenza e l’altro al Mezzolara per il sorpasso
Vincere contro i faentini e sperare nel passo falso della capolista, un’ultima volta. Stadio “Mazza” verso il pienone e curva Ovest sold out
Ferrara Non essere padroni del proprio destino, non poter decidere nulla di sé. E non per una partita, per quei novanta minuti di calcio che si vivono la domenica tra sorrisi e delusioni, urla e amarezza. Non essere artefice della propria fortuna – alla latina e come la diceva Pico della Mirandola – per una gara che vale tutta la stagione. Questa volta davvero, più delle frasi fatte che si ripetono ad ogni qualsivoglia sfida. L’Ars et Labor contro il Faenza dovrà vincere – e i pronostici, alla luce delle ultime buone uscite, la vedono davanti – ma non sarà abbastanza. Occorre un regalo del Sant’Agostino per far felice la bolgia vibrante di corso Piave, dove il “Mazza” inizia a riempirsi e vede dei sold out.
Testa a testa e nuova grinta
Il Mezzolara ha la testa davanti. Due punti di distacco, che pensare a quando erano dieci appaiono pochissimi. Era fine febbraio, poi è iniziata una lenta e silenziosa rincorsa, nella quale sono anche stati falliti alcuni passaggi: in particolare il pareggio con il Pietracuta subito dopo la vittoria nello scontro diretto – con quei due punti, oggi, le due biancazzurre sarebbero pari in testa. È quando poi le speranze si sono affievolite che l’Ars et Labor ha cominciato ad uscire. Con qualche prestazione, spesso accontentandosi invece (vedi Mesola), ma trovando finalmente la grinta di conquistare il risultato, portare a casa i tre punti. Anche sporchi, brutti, ma in certe occasioni bisogna essere “risultatisti” e mettere davanti la vittoria. Tanto più con una città che freme e ha negli occhi anni di delusioni e un fallimento che sotto sotto brucia ancora. L’ultima uscita con la Sampierana n’è l’emblema: andare in svantaggio dopo cinque minuti, rovesciare il risultato, farsi pareggiare e vincerla nel finale. Allora non viene difficile spiegare perché i tifosi hanno iniziato a stringersi alla squadra, a cantare “noi ci crediamo” anche quando il divario con la capolista sembrava incolmabile. Lì si è acceso qualcosa pure dentro i giocatori, dimostrando concretamente, sul campo e non solo a parole con l’ennesima litania da conferenza – prontamente disattese nell’ultimo lustro –, che Ferrara davvero merita di più. E se anche l’Ars dovesse vincere e non sarà sorpasso – succede in caso di sconfitta del Mezzolara – o spareggio – pari dei bolognesi e faccia a faccia definitivo mercoledì 6 –, anche andare ai playoff avrebbe un animo diverso. Tremendamente complicato uscire da quel labirinto vincitori, ma la fiducia non mancherebbe più.
Probabile formazione
Oggi il “Mazza” sarà bello e colorato, e per incentivare il pienone (curva Ovest già sold out) la biglietteria di corso Piave resterà aperta dalle 12 fino all’inizio della partita, ore 15.30. Per difendere quei colori mister Parlato si affiderà ai titolari dell’ultima volta, con Senigagliesi che sembra pronto a stringere i denti dopo i problemi che l’hanno costretto ad uscire anzitempo. Ci saranno Luciani in porta; Iglio, Dall’Ara, Casella e Mazzali sulla linea arretrata e Cozzari, Mazza, Ricci a centrocampo. Nessuna novità: questa è la squadra che ha saputo funzionare. In attacco Senigagliesi, Piccioni e Carbonaro.
È un’Ars et Labor che vuole dimostrare di valere il nome vero della squadra che abita Ferrara e vive di calcio. Ma vuole farlo quantomeno in un’altra serie, la D, e farsi traghettare da un finale di stagione che per la prima volta dopo anni è stato all’altezza. Sorvolando sulla categoria.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
