Ars et Labor, assalto allo Young Santarcangelo. Mr Parlato: «Niente calcoli, dobbiamo vincere»
L’allenatore conferma l’undici di partenza e sprona tutti a dare il massimo
Ferrara Scocca l’ora del primo esame senza appello. Oggi, domenica 10 maggio, alle 16.30 allo stadio “Paolo Mazza” si darà il via a quello che si spera sia solo il primo di quattro turni (sei partite in tutto) playoff che l’Ars et Labor dovrà affrontare da qui a metà giugno. Navigatore puntato sulla serie D, ma con le tappe ben separate l’una dall’altra e la concentrazione tutta rivolta al primo step, quello che oggi porta il nome di Young Santarcangelo.
L’atmosfera intorno alla squadra è viva, lo stadio dovrebbe rispondere presente per l’ennesima volta e anche la squadra sembra aver assorbito bene la delusione dello scorso weekend. Anche le condizioni climatiche sembrano voler dare una mano e un sollievo ai biancazzurri in missione: le previsioni meteorologiche annunciano una lievissima pioggia e temperature leggermente più basse, rispetto a quell’annuncio d’estate dei giorni scorsi.
Ormai da diverse settimane mister Carmine Parlato ha trovato l’abito giusto per la sua creatura, dunque viene difficile pensare a qualche cambiamento proprio adesso. In porta Luciani, difeso da Iglio, Dall’Ara, Casella e Mazzali. Il trio di centrocampo sarà formato da Ricci, Mazza e Cozzari, con Prezzabile sempre vigile, sapendo che a un certo punto verrà sicuramente chiamato in causa. In attacco Senigagliesi, Piccioni e Carbonaro.
A Ferrara arriverà uno Young Santarcangelo in grande spolvero: nel girone di ritorno ha raccolto meno punti solo delle prime due classificate e negli ultimi due mesi di campionato ha perso solo con il Medicina Fossatone.
Ora iniziano le partite da dentro o fuori, ma in realtà, proprio come dice l’allenatore, alla fine non cambia molto rispetto al campionato, perché questa squadra è sempre stata chiamata a portare a casa il risultato pieno.
Com’è andata la settimana di lavoro? I ragazzi stanno bene dal punto di vista atletico?
«Ringraziando il cielo – risponde mister Parlato –, stanno tutti bene. La condizione dei ragazzi è la medesima della scorsa settimana: non è il momento d’integrare o provare cose diverse, con il rischio di affaticare i calciatori che hanno tirato la carretta per tutti questi mesi. Nell’ultimo periodo i carichi di lavoro sono stati molto bassi e orientati sulla velocità, per dare loro una gamba più snella in vista della partita».
Lo Young Santarcangelo ha fatto un girone di ritorno molto importante, sarà sicuramente una partita insidiosa.
«Penso che, a prescindere dai punti fatti nel girone d’andata o in quello di ritorno, questa sia una finale. Chi è arrivato sin qui, lo ha fatto perché se lo è meritato. Affrontiamo una buona squadra, dinamica e ben allenata. Loro vengono da un momento positivo, ma questo è uno spareggio».
Queste sono partite da dentro o fuori, dove i dettagli faranno la differenza. Tuttavia, da quando è arrivato lei, tutte le partite sono state da dentro o fuori, perché si era obbligati a vincere e sperare in un passo falso del Mezzolara. È cambiato effettivamente qualcosa nella preparazione dell’incontro?
«No, dobbiamo continuare a ragionare nella stessa maniera. È una sfida da dentro o fuori, bisogna sbagliare il meno possibile: in queste partite, chi compie meno errori passa il turno. Non c’è differenza rispetto alle altre partite, dobbiamo arrivare alla prossima fase».
Nell’ultimo mese abbiamo visto un gol olimpico (Senigagliesi), un gol in scorpione (Ricci) e uno da centrocampo (Prezzabile, proprio l’ultima domenica). Dobbiamo aspettarci qualche altro colpo a effetto in questi playoff?
«Sono reti nate grazie alla capacità balistiche di ognuno di loro. Gesti involontari, che ogni atleta ha nel proprio bagaglio tecnico e mentale. Speriamo possano inventarsi qualcos’altro per stupirci di nuovo».
La squadra ha già superato la delusione per l’epilogo del campionato? Ha dovuto lavorare su questo aspetto in settimana?
«Non c’è alcun tipo di problema. Dobbiamo concentrarci al massimo, perché è una partita da dentro o fuori. Sempre con la massima serenità e la massima voglia di passare il turno. È necessario ripartire immediatamente, siamo esseri umani, ma siamo anche dei professionisti».
Ha pensato a una strategia in particolare per la sfida al Santarcangelo?
«No, di solito mi piace leggere la gara e capire il da farsi di conseguenza».
Quanto può fare la differenza giocare in casa?
«Tanto, davvero tanto. Non è ruffianeria. Anche se sei stanco, lo stadio ti dà quell’energia che serve, che sia la tribuna o la curva. Dobbiamo continuare sulla scia della settimana scorsa, niente più e niente meno, bisogna avere quel ritmo là. Le giornate diventano più calde, non è facile, ma dobbiamo avere quella cattiveria per poter vincere».
In questa partita la squadra parte con due risultati su tre a disposizione, perché con il pareggio passerebbe il turno. Questo cambia l’approccio alla sfida?
«Si parte sempre da 0-0. Non possiamo metterci a pensare di fare calcoli fino a che l’arbitro non fischia la fine: dobbiamo pensare a portare a casa la vittoria».
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