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Ars et Labor, con 23 partite da imbattuta segna un record

Alessio Duatti
Ars et Labor, con 23 partite da imbattuta segna un record

Meglio della Spal di Caciagli, che poi fu promossa in serie B

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Ferrara Il 23 non è soltanto l’iconico numero di maglia indossato da Michael Jordan durante quasi tutta la sua leggendaria carriera Nba con i Chicago Bulls, ma rappresenta anche il clamoroso dato riferito alla striscia d’imbattibilità dell’Ars et Labor. Reduce, appunto, da 23 risultati utili consecutivi, fatti di 16 vittorie e 7 pareggi raccolti tra le ultime 5 partite del girone d’andata, le 17 complessive del ritorno e la prima uscita playoff contro lo Young Santarcangelo.

La sostanza è tanto semplice, quanto promettente, almeno in vista della prossima domenica, quando al “Mazza” ci si potrà anche aggrappare a una “ics” al termine dei tempi supplementari, esattamente come ha fatto lo stesso Medicina Fossatone nel primo turno contro la Fratta Terme, per avanzare alla fase nazionale della post season.

Il precedente

L’ultimo ko registrato da Dall’Ara e compagni risale al 9 novembre, quando i biancazzurri erano stati puniti a domicilio dal Pietracuta. Era il dodicesimo turno del girone d’andata, praticamente una vita fa. I successivi pareggi rallentarono la marcia ferrarese in maniera eloquente, poi la svolta primaverile targata Carmine Parlato ha portato in cascina un sacco di vittorie e la consapevolezza di potercela fare. Incrementando, di conseguenza, la striscia da record. Sì, perché per Ferrara si tratta di un nuovo primato.

Nel passato biancazzurro – dagli anni Settanta in poi – la striscia positiva massimale di 22 risultati utili filati era stata raggiunta dalla Spal di Mario Caciagli nella stagione 1972/1973: dallo 0-0 di Sassari contro la Torres del 19 novembre allo stesso risultato a reti bianche di Spal-Giulianova del 29 aprile (serie poi interrotta dal ko 1-0 di Rimini). Quella stagione, nel girone B della serie C, terminò con la promozione in B: che il record odierno sia di buon auspicio?

Quota 17

Scorrendo l’albo delle migliori imbattibilità nella non troppo lontana storia spallina emergono stagioni rimaste scolpite nella memoria del popolo biancazzurro.

A quota 17 risultati utili consecutivi compare per due volte la Spal guidata da Cesare Meucci. La prima nella stagione 1970/71 di serie C: gli estensi inaugurarono il campionato espugnando Lucca il 13 settembre 1970 e restarono imbattuti fino al successo interno sull’Ascoli del 10 gennaio 1971, prima della caduta di Prato. Quella squadra chiuse al secondo posto dietro il Genoa. Meucci si ripeté anche nel 1971/72, sempre in serie C (girone B). La serie positiva prese il via con l’1-1 interno contro la Massese il 21 novembre 1971 e si concluse soltanto il 26 marzo 1972 dopo il 3-2 rifilato al Pisa, con successiva interruzione ancora a Prato. In quel caso la Spal terminò terza alle spalle di Ascoli e Parma.

Restando a quota 17, impossibile dimenticare la formazione allenata da Cesare Discepoli nel 1993/94. Una squadra capace di chiudere imbattuta l’intero girone d’andata del campionato di serie C1, prima della sconfitta per 1-0 contro il Chievo alla prima di ritorno. Quella stagione si sarebbe poi conclusa con il terzo posto e con l’amara finale playoff persa contro il Como a Verona.

Il 13 di “mister Easy”

Più corta, ma comunque significativa, la striscia da 13 risultati utili consecutivi ottenuta dalla Spal di Leonardo Semplici nel 2014/15. Subentrato in corsa, il tecnico toscano riuscì a ridare identità e continuità a una squadra che sfiorò l’accesso ai playoff. Dato ripetuto anche la stagione successiva, 2015/2016, quando la promozione in B arrivò in grande stile. Corsa a testa altissima da parte degli estensi di “mister Easy” – sempre con 13 giornate senza sconfitte – dal match di fine novembre in quel di Santarcangelo (0-2) fino al mese di marzo con la vittoria (1-5) sul campo della Lupa Roma e la successiva sconfitta interna con la bestia nera Maceratese (1-4).

Tredici gare senza sconfitte arrivarono anche per la Spal di Caciagli nel 1977/78, annata culminata con il ritorno in serie B, e per quella di Gibì Fabbri nel 1991/92, capace di conquistare il primo posto in serie C1 e la promozione cadetta.

Al di là di categorie, epoche e protagonisti, infilare 23 partite consecutive senza mai perdere non è solo un dettaglio statistico nel calcio, ma una base su cui poggiarsi per ottenere il desiderato in questo lungo rush finale.

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