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Verso Ars et Labor-Medicina Fossatone, mister Assirelli: «Sognare non costa nulla»

Alessio Duatti
Verso Ars et Labor-Medicina Fossatone, mister Assirelli: «Sognare non costa nulla»

L’allenatore dei bolognesi, che in stagione i biancazzurri non hanno mai battuto: «Nei playoff si vince tanto fuori casa, lo dicono le percentuali… chissà»

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Ferrara Sono le strisce giallorosse del Medicina Fossatone a separare l’Ars et Labor dalla fase nazionale del playoff d’Eccellenza. Gli estensi arrivano all’appuntamento col vento in poppa, ma anche con la certezza di dover affrontare un cliente decisamente scomodo, che durante la stagione regolare ha avuto la capacità di piegare i biancazzurri 1-0 nel match d’andata e di sfiorare la grande impresa al “Mazza” (2-2 nel confronto di ritorno). La compagine bolognese, trascinata dalla leadership tecnica di capitan Selleri e ottimamente allenata da Fulvio Assirelli ha superato il primo turno della fase regionale impattando a reti bianche – dopo lo svolgimento dei tempi supplementari – contro la Fratta Terme. Godendo così del miglior posizionamento in classifica (terzo posto più che legittimo alle spalle delle due lepri). In queste ore il motto dalle parti di Medicina è “sognare non costa nulla”. Propagato via social dallo stesso mister Fulvio Assirelli. «Ragioniamo così - spiega - perché quest’anno, dopo un rinnovamento totale, ci eravamo ripromessi di stupire fino alla fine, e anche oltre. L’Ars et Labor di oggi è una squadra ben rodata, ma a noi non costa nulla pensare di poterci provare. In questo momento sta quasi passando in secondo piano il fatto di essere in procinto di disputare una finale playoff della fase regionale perché la voglia di tornare in uno stadio da calcio vero è sopra ogni cosa e i nostri stimoli sono focalizzati sull’appuntamento”.

Che stagione è stata quella del Medicina Fossatone? «Siamo qui a provare a giocarcela contro un club dal blasone unico dopo aver affrontato le tante insidie della categoria. Ho trovato un livello molto alto in questo campionato, con step differenti tra i due gironi. Il Medicina in estate ha praticamente rifatto la squadra, cambiando allenatore e ripartendo da zero. Siamo stati la rosa con l’età media di gran lunga più bassa del torneo. In fase di allestimento ho semplicemente chiesto gente affamata, senza discorsi di carta d’identità, ma che mostrasse in primis il lato umano. Tutto è partito da lì. Volevamo consolidare la categoria, siamo stati una squadra equilibrata, lineare nei numeri, pronta e ci sembra di non aver sbagliato quasi nulla. Credo si sia fatto qualcosa di straordinario, anche i dati lo testimoniano. La società ci ha permesso di lavorare con serenità, non ci ha mai fatto mancare nulla, il centro sportivo e il contesto sono dei migliori. Oggi siamo qui perché ci crediamo e vogliamo giocarcela ancora».

Insomma, non siete quelli che fanno la parte di essere già contenti per essersi regalati l’opportunità di tornare al “Mazza”. «Sulle magliette celebrative esibite alla conquista matematica del playoff abbiamo scritto “avanti verso il miglior risultato possibile”. Non vogliamo darci un limite. Sono motivazioni che nascono tra di noi, nel nostro ambiente, con capitan Selleri che mentalmente, fisicamente e caratterialmente ragiona ancora come un professionista e col quale in estate ho fatto una riunione conoscitiva e introduttiva di tre ore per capire come affrontare al meglio l’annata. Si tratta di un elemento imprescindibile, la sua presenza ha fatto sì che i nostri “bimbi” siano cresciuti tanto. Ai miei figli dico sempre che qualsiasi cosa si faccia, bisogna ottenere il miglior risultato possibile. Così vogliamo fare anche in campo».

Com’è stato il vostro primo turno contro la Fratta? «Partita equilibrata ma con tante occasioni, o comunque più di quelle che si vedono di solito in appuntamenti del genere. Ciascuno ha giocato con la propria identità, noi abbiamo gestito maggiormente, le occasioni ci sono state da ambo le parti e nel finale al minuto 123 il nostro portiere ha parato un calcio di rigore scacciando quel buio che era calato su tutti noi. La sorte e il karma ci hanno premiati, ed eccoci qui di nuovo verso il “Mazza”. Vorrei anche dire grazie ai nostri tifosi che si stanno organizzando per domenica e che nell’ultima uscita in casa hanno creato una cornice fantastica con tanti bimbi felici a gremire la tribuna. Abbiamo fatto una cosa bella. Quindi un altro sentito ringraziamento desidero farlo a tutta la società: sono un romantico passionale e vedere le lacrime di gioia del custode e di tutti coloro che fanno un volontariato storico è stata una cosa da brividi. Un regalo per tutti, sono soprattutto contento per chi lavora dietro le quinte. Grazie davvero ai direttori Montanari e Avantaggiato, ai presidenti Moroni e a tutti quanti».

Domenica scorsa avete avuto il doppio risultato come possibilità a favore. Stavolta ce l’avrà l’Ars e voi dovrete solo vincere. «Sarà senz’altro una variabile da tenere in considerazione nell’arco del match. Sicuramente avremo meno da gestire, ma va bene così. A volte capita che chi ha la possibilità di amministrare si metta a farlo troppo e possa cadere in errori. In generale, tra l’altro, con questi regolamenti, la percentuale di chi sta vincendo playoff e playout fuori casa è altissima».

Arrivare imbattuti contro i biancazzurri può essere un aspetto mentale da tenere in considerazione? «Nella nostra c’è consapevolezza, questo è sicuro. Quando abbiamo vinto all’andata avremmo meritato meno di quando abbiamo pareggiato a Ferrara dove forse nel finale abbiamo pagato un po’ l’emozione e un minutaggio fragile che oggi non abbiamo più anche in chi gioca meno. Siamo stati una delle poche squadre capaci di segnare due gol al “Mazza”. I giocatori ferraresi non credo si faranno condizionare dal passato perché sono professionisti a tutti gli effetti. Loro arrivano nel miglior momento fisico e mentale e Parlato è un grande allenatore che prepara tutto molto bene. Anche io comunque ho visto più di un qualcosa dell’Ars (ride; ndr). Dico sempre ai ragazzi che le priorità sono la famiglia e il lavoro ma in queste ultime settimane il calcio è finito davanti a tutto e le persone che ci vogliono bene l’hanno capito».

Qui abbiamo un Senigagliesi “ingestibile” per tutti. Avete pensato a un qualcosa di particolare? «Mi state chiedendo troppo… (ride; ndr). È un giocatore di grande spessore, è decisivo e si nota molto. L’Ars ha 3-4 elementi che spostano gli equilibri più di altri. Si tratta di una squadra cresciuta in maniera esponenziale, capace di adattarsi a ogni situazione e il pubblico spinge forte. Il Medicina però ha le sue carte da giocarsi e sono convinto che arriveremo preparati. Pensiamo a divertirci e magari arriverà anche un po’ di fortuna. Credo si possa rimanere in partita, poi quel che succederà, succederà».

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