Ars et Labor. Ds Federico fischiato, poi rilancia: «Budget importantissimo per vincere il campionato»
Il diesse Sandro Federico risponde ai tifosi su colpe e obiettivi: «Vogliamo tornare tra i professionisti nel più breve tempo possibile»
Ferrara Centro sportivo di via Copparo. Manifestazione dei tifosi spallini dopo il fallimento sportivo e la mancata promozione in serie D. Queste sono le coordinate dell’incontro del pomeriggio e dopo le prime risposte date dal direttore generale Bruno Pradines, e la conferma della fiducia al diesse (accolta tra i mugugni generali), la parola è passata proprio a Sandro Federico. «Voglio essere il più schietto e sincero possibile – ha esordito il direttore sportivo –. Quando la stagione è partita, ci sono state tante dinamiche che non ci hanno permesso di ragionare come stiamo facendo adesso, tutti insieme. Ora c’è più calma per pensare a come correggere gli errori commessi e di conseguenza intervenire».
E Antenucci?
Tra le domande che gli sono state poste dai tifosi anche una inerente al rapporto sinergico con Mirco Antenucci durante i primi mesi della stagione: «La scorsa estate sono state messe insieme tante persone, compresi i dirigenti. Con lo stesso Mirco non c’era rapporto di lavoro: lui lasciava il ruolo da calciatore per diventare dirigente. Era tutto un mettersi insieme: tante decisioni sono state prese di comune accordo, ma era necessario avere una sola voce per assumersi la responsabilità tecnica, come sarà fatto nei prossimi mesi».
Le colpe
Responsabilità, come sottolineato dai presenti, che andava presa sin da subito. Sono due le maggiori colpe da far ricadere sul direttore sportivo, le stesse di cui si parla ormai da mesi, la scelta dell’allenatore e la mancanza di una punta “da gol” nell’organico di partenza: «Un attaccante che fa 25 gol al Mezzolara – ha replicato Federico –, magari alla Spal riesce a farne solo cinque e fa fatica (e qui il brusio dei tifosi ha toccato il picco dell’intolleranza, ndr). Abbiamo preso due attaccanti che hanno comunque fatto la serie C e la serie D». Risposte non apprezzate dai tifosi presenti, pronti a far notare tutto il loro disappunto. Dopo aver ripercorso le vicende passate, il focus si sposta sul futuro.
Obiettivi
La domanda posta dalla Ovest è semplice, l’obiettivo sportivo qual è e in quanti anni? «Arrivare nel più breve tempo possibile tra i professionisti – afferma Sandro Federico, suscitando un’altra ondata di disappunto –, possono essere due anni come possono essere tre, nel calcio non si può avere la certezza per fare una promessa. Il budget sarà importantissimo, quello che serve per vincere il campionato, non si mi sembra il caso di dire la cifra esatta. Il prossimo anno faremo di tutto per farcela, stiamo seguendo anche la vicenda relativa al ripescaggio per capire se ci sono margini. Già da stamattina ci siamo trovati con il mister per programmare la stagione che sarà, a metà giugno avremo qualche conferma sul discorso ripescaggio. Quest’anno il tempo c’è, prima non c’era la possibilità di lavorare in piena sintonia, adesso si è creato un gruppo di lavoro che va in un’unica direzione, tutti ragionano allo stesso modo». Un rapporto mai sbocciato, quello tra la Curva e il direttore, peggiorato da alcune scelte e sicuramente non sanato dopo l’incontro del pomeriggio, anzi. Ad assistere al dialogo tra le parti anche il mister Carmine Parlato, al quale diversi tifosi si sono avvicinati per un saluto o una stretta di mano una volta finita la riunione di via Copparo.
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