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Ferrara, davanti all’Ars et Labor una montagna da scalare

Alessio Duatti
Ferrara, davanti all’Ars et Labor una montagna da scalare

Tra Rimini e San Marino, anche la prossima stagione promette di essere durissima

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Ferrara In questi giorni esiste il rischio di perdersi sul gineproso tema del ripescaggio, trattato – a quanto pare – a breve anche dal presidente Marengo in quel di Roma. Forse quando il massimo rappresentante della società atterrerà dall’Argentina ne capiremo qualcosina più.

Nel calcio anche gli scenari extracampo hanno spesso generato eventi inaspettati, ma a oggi, francamente, la possibilità di salita in serie D da parte dell’Ars et Labor tramite pratiche burocratiche ha davvero bassi numeri percentuali, siamo vicini allo zero. È chiaro ed evidente che la ripescata d’ufficio – per quanto “fredda” – risolverebbe nella sostanza il grosso danno che la nuova entità biancazzurra ha combinato nella sua prima annata.

Un’Eccellenza complicata

Non si cancellerebbe un percorso sportivo che nella prossima stagione dovrà cambiare decisamente rotta anche se si dovesse ripartire, come sembra, da un’Eccellenza emiliano-romagnola ancora una volta tutt’altro che morbida, visto il tenore delle nuove entrate. Non chiamatela serie D2, ma quasi.

Sabato scorso in un hotel della località regina della riviera romagnola, una cordata d’imprenditori locali ha presentato il piano di rilancio del Rimini, costretto a ripartire da zero dopo le tormentante vicende societarie che ne hanno decretato la cancellazione dal calcio professionistico lo scorso novembre.

Quel che si sa è che la ripartenza biancorossa (burocraticamente identica a quella vissuta un anno fa all’ombra del Castello estense) è affidata a 5 soci, che in questi mesi hanno creato un gruppo di 10 investitori per un budget complessivo superiore al milione di euro. Gente del territorio, che in alcuni singoli ha già avuto modo di sperimentare ruoli dirigenziali nel Rimini.

Tra questi figura anche Giorgio Grassi, presidente che tra il 2016 e il 2018 portò la società a compiere un doppio salto dall’Eccellenza alla serie C.

È facile pensare, per passato e ambizioni, che saranno proprio i biancazzurri e i biancorossi con la maglia a scacchi a giocarsi il ruolo di regina del girone B, anche se dalla riviera gli stessi imprenditori inseriscono già l’Ars et Labor come una pretendente “fuori categoria”. Se sarà così, lo scopriremo solo vivendo.

Non solo il Rimini

Intanto, occhio anche al San Marino, altra squadra caduta nel pantano del dilettantismo, ma che ha dalla sua storia e possibilità economiche, quindi appeal rispetto a determinati giocatori della zona. Non dimentichiamo nemmeno il ruolo che potrà recitare anche l’Imolese, che tuttavia non perde le speranze di essere ripescata in serie D.

Dalla categoria superiore arriveranno anche Sammaurese e Tropical Coriano (la squadra che aveva beffato il Mezzolara la scorsa stagione). Ci sarà la Vis Novafeltria (come ripescata) e completeranno il quadro del girone B “le solite”: Castenaso, Comacchiese, Fratta Terme, Futball Cava Ronco, Massa Lombarda, Medicina Fossatone, Osteria Grande, Pietracuta, Russi, Sant’Agostino, Sanpaimola e Young Santarcangelo. Gruppo che – a oggi – risulta più numeroso rispetto a quello che andrebbe a comporre il girone A.

Lo spostamento

Una società presente nel raggruppamento “sud” dovrà quindi essere spostata in quello “nord” per riequilibrare i due gironi. Qualcuno, in tal senso, aveva lanciato anche l’ipotesi che fosse proprio l’Ars et Labor, più che altro per questioni di valore e forza, ma le questioni geografiche dovrebbero prevalere, onde evitare distanze decisamente importanti sia per la squadra ferrarese, sia per chi a Ferrara dovrebbe venire a giocare: la sacrificata, allora, sarà bolognese.

Sarà una lunga e calda estate anche in tal senso, caratterizzata da una serie di scenari in costante evoluzione. Ma è chiaro sin da ora che (anche) il prossimo anno saranno vietati i passi falsi. Potrebbero costare un prezzo ancor più alto di quello già pagato.

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