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Mister Carmine Parlato rinnova con l’Ars et Labor. Ferrara ha il condottiero

Alessio Duatti
Mister Carmine Parlato rinnova con l’Ars et Labor. Ferrara ha il condottiero

Incontro con il presidente Marengo e il ds Federico a Padova, poi il prolungamento di contratto. Adesso si attende la conferma dei giocatori

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Ferrara Non sarà di certo una fotografia a rasserenare le turbolenze, i dubbi e le perplessità della piazza, ma di certo lo scatto diffuso tramite Instagram e Facebook dal diesse Sandro Federico, in compagnia del presidente Andrés Marengo e di mister Carmine Parlato, può esser definito come l’istantanea della continuità tecnico-sportiva. Tradotta in particolar modo nel rinnovo contrattuale per l’allenatore classe 1970, che proprio questa sera ha messo nero su bianco siglando il prolungamento di una stagione con l’Ars et Labor.

L’incontro

L’immagine in questione non è stata scattata nel centro cittadino di Ferrara, ma bensì a Padova dal momento che l’allenatore biancazzurro risiede da quelle parti. Precisamente in Piazza dei Signori, laddove spicca su ogni cosa la Torre dell’Orologio (astronomico costruito nel XIV secolo). Ma nessun sostenitore spallino, si è soffermato sull’architettura o sui passanti ritratti nello sfondo. Il focus è giunto dai tre rappresentati del corso Ars et Labor, con la didascalia – scritta da Federico – “si lavora per un futuro migliore, in grande sintonia, limitando al massimo gli errori del passato” (con annessi cuori a richiamo dei colori societari).

Anzitutto i sorrisi. Ritrovato, o meglio riscoperto, quello del presidente Marengo le cui apparizioni pubbliche si sono contate sulle dita di una mano (a differenza delle intenzioni estive di un anno fa, quando il socio Molinari aveva promesso una presenza quotidiana del presidente, una volta scelto). Abbigliamento casual e semplicità per l’attuale numero uno di via Copparo. Poi Federico e Parlato, dal loro canto, “incamiciati” e visibilmente più rilassati rispetto un paio di settimane fa quando entrambi avevano presenziato all’assemblea pubblica organizzata dallo zoccolo duro della tifoseria davanti alla sede societaria. In quell’occasione il dirigente abruzzese ci mise la faccia, ma anche la voce dimostrando comunque un’oggettiva attenzione al momento buio (al netto che si siano potuti condividere o meno i concetti espressi).

Il condottiero

Mister Parlato in quella mezz’ora era – giustamente – rimasto invece ai margini del confronto tra la società e la tifoseria, ma la sua semplice presenza aveva testimoniato una volta in più lo spessore umano del professionista (e più di un tifoso al termine gli era andato a stringere la mano). Il rinnovo del contratto è senz’altro un premio meritocratico per il mister napoletano, ma andrà visto come un nuovo punto di partenza. E di ripartenza, rispetto a quanto di buono fatto vedere dall’arrivo nel fine gennaio scorso quando il club decise tardivamente di separarsi da Di Benedetto.

Nel suo percorso estense Parlato è riuscito a ricompattare l’ambiente e a far giocare a pallone la squadra. La rincorsa al primato era purtroppo stata compromessa dagli inciampi invernali, mentre il playoff resta oggi il sapore più amaro da cancellare con l’avvento della nuova annata. Ecco, se si vogliono rammentare gli unici appunti a penna rossa verso il tecnico essi sono rappresentati dalla lenta partenza iniziale (vedi l’esperimento di Senigagliesi quinto a tutta fascia) e con qualche scelta risultata vana e confusionaria nella sostituzione dello stesso esterno d’attacco nella doppia sfida con la Santegidiese. Nel futuro c’è invece la possibilità di correggere e vincere per quella piazza che ha già manifestato il proprio apprezzato per Parlato.

Ci si gode quindi la conferma ufficiale di mister Parlato e la sensazione che si stiano pianificando - quest’anno per tempo e senza l’assillo della rincorsa agostana come avvenuto la scorsa stagione - a dovere il futuro. Se il mister è cosa fatta ora si aspettano gli annunci delle prime riconferme, operazione non certo secondaria se si vuole puntellare ulteriormente il piano operativo della seconda stagione argentina, che dovrà inevitabilmente essere quella della promozione in Serie D, obiettivo che il presidente Marengo per primo ha ben chiaro e vuole raggiungere.

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