Ars et Labor, organico da ristrutturare: ecco chi potrebbe salutare
Tra conferme e nuovi volti per impreziosire il rinnovato gruppo che andrà ad affrontare il campionato 2026/2027
Ferrara Anche l’inizio formale della nuova stagione ormai s’avvicina e in casa biancazzurra non si sta certo ragionando solo su quelle 4-5 imprescindibili conferme e sui necessari volti nuovi da aggiungere per impreziosire il rinnovato gruppo che andrà ad affrontare il campionato 2026/2027. L’Ars et Labor che, sottotraccia, sta prendendo forma per la prossima stagione, passerà inevitabilmente anche da una serie di uscite, alcune già intuibili, altre ancora da definire.
Definito l’assetto tecnico, con la discussa conferma del direttore sportivo Sandro Federico e con la celebrata riconferma di mister Carmine Parlato, il club biancazzurro si trova infatti chiamato a modellare una rosa che risponda sempre di più alle esigenze dell’allenatore napoletano e del suo 4-3-3, modulo da cui si ripartirà con assoluta certezza. Un lavoro che riguarda gli innesti, dicevamo, ma che non può non tenere in considerazione anche le partenze, scelte fra chi non è riuscito a lasciare tracce particolarmente significative, chi appare decisamente meno funzionale al nuovo corso tecnico e chi, dopo una prima stagione a Ferrara al di sotto delle aspettative, rischia di non trovare una seconda occasione. Sono diversi, per non dire molti, i profili destinati a finire sotto la lente delle valutazioni estive. Alcuni di loro hanno già fatto le valigie, altri conosceranno il proprio destino in queste settimane.
Portieri
Tra gli estremi difensori sono pressoché certi i saluti di Luciani, destinato a un ruolo da protagonista con il Copparo, e del giovane Romagnoli, che spera di trovare spazio dopo una stagione priva di minuti e con diversi acciacchi fisici.
Il dubbione dei pali è tutto posto su Giacomel, avendo ancora un anno di contratto a Ferrara. Ricordiamo che nei mesi scorsi c’era stata una notevole apertura alla divisione delle strade, dunque si tratta di una presenza futura non scontata, ma soprattutto subordinata a eventuali offerte che il portiere potrà ricevere, magari dal Veneto, dove lo stesso risiede, facendo il pendolare tra Padova e via Copparo.
Difensori
Non paiono esserci spiragli per rivedere elementi che hanno comunque avuto un minutaggio elevato come Casella (tra l’altro ha già salutato sui social) e Mambelli. È certo che Occhi andrà a fare esperienza altrove, lo stesso potrà capitare anche a Marcos Chazarreta e Stoskovic, anche se quest’ultimo – pur non da titolare – aveva mostrato cose interessanti e una permanenza non in prima linea potrebbe essere presa in considerazione.
Anche in questo reparto sussiste un dubbio parecchio importante: si tratta del profilo di Mazzali, ragazzo con innegabili doti, che però non è mai riuscito a eccellere con continuità durante l’annata. Se si pensa che dagli errori ci possa essere una crescita, allora vale la pena rinnovare la fiducia nel terzino mancino; se si pensa che gli errori commessi – alcuni macroscopici, in partite importanti – abbiano già compromesso il quadro, allora sarebbe il caso di chiudere il rapporto.
Centrocampisti
Verosimilmente quello di mezzo è il reparto che avrebbe meno bisogno di mutazioni o cambiamenti. Le riflessioni sono sui vari giovani che hanno trovato poco spazio, coinvolgono anche Alcalde e l’altro Chazarreta, Juan Cruz (tra l’altro più esterno offensivo che mezzala).
Nel mezzo – ed è un peccato – non potrà più esserci spazio per Malivojevic, la cui storia biancazzurra non ha dato gli esiti sperati, nonostante l’ottimo inizio e il curriculum a garanzia. Prezzabile, invece, nel silenzio ha lavorato e si è meritato voti alti nella seconda parte d’annata, portando nelle cronache anche gol e numeri importanti. Qui il discorso sta nella distanza da casa, fattore che inevitabilmente genera riflessioni nel ragazzo giunto dalla Sicilia.
Attaccanti
Lo stesso può valere anche per Carbonaro. Uno che di nord Italia in carriera se n’era anche già fatto, ma nell’estate corrente non possono non entrare determinate valutazioni anche dal punto di vista affettivo. Rossi – tanto non giudicabile, quanto evidentemente non pronto per il palcoscenico estense – e Barazzetta (stagione gravemente insufficiente) andranno a cercare fortuna altrove.
I saluti senz’altro più roboanti, ancora non certi per via della presenza dello stesso diesse che li aveva fortemente voluti a Ferrara, sarebbero quelli di Moretti e Piccioni. La sensazione è che il rifacimento principale, per presentarsi alla nuova stagione con una vera potenza di fuoco, toccherà soprattutto il pacchetto offensivo. Se qualcuno di top deve entrare, altri dovranno per forza uscire.
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