Ars et Labor, la voce dell’ex: «Creare un legame con i tifosi per risalire»
Il messaggio arriva dal difensore spallino Mangoni, che sarà alla festa della Curva Ovest
Ferrara Ci sono giocatori che nel mondo del pallone hanno lasciato un ricordo per le prestazioni e i gesti tecnici, altri che con il passare degli anni sono diventati parte assoluta di un’identità che sta al di sopra di tutto il buono che c’è stato sul manto verde. Andrea Mangoni da Pistoia (classe 1960) appartiene a questa seconda categoria. Tre stagioni in biancazzurro, ma anche otto ad Arezzo, le piazze in cui è ancora acclamato. Domani (lunedì 29) l’ex difensore della Spal sarà ospite al parco “Bassani” alla festa della Curva Ovest, nel momento in cui il popolo biancazzurro proverà ancora una volta a ritrovarsi, tra ricordi, passione e la speranza che il futuro possa riportare Ferrara dove sente di appartenere.
Mangoni, che effetto le fa ritrovarsi ancora una volta in mezzo alla gente spallina? «Sono veramente molto orgoglioso. È una cosa che mi fa stare bene. A Ferrara mi sono sempre trovato al meglio. Anche quest’anno, quando sono venuto allo stadio per la partita contro il Mezzolara, tutti mi hanno accolto al meglio ed è sempre bello rivivere un posto in cui si è stati bene. Conoscono la stima dei tifosi ferraresi e per me questo è un fatto molto importante. Quando si gioca a calcio, lo si fa per lavoro, ma anche e soprattutto per lasciare la propria traccia nel cuore delle persone. Ricevere attenzioni e riconoscimenti di questo genere è un piacere e ne vado fiero».
Avrebbe mai immaginato che il suo legame con Ferrara persistesse così a lungo nel tempo? «Onestamente no. Io anche nella mia vita, con gli amici e con la famiglia, provo sempre a improntare tutto sui valori, facendo le cose seriamente in ogni ambito. Penso che questo stile di vita poi ripaghi. Questa manifestazione d’affetto ne è un esempio».
Purtroppo anche quest’anno la festa del tifo organizzato arriva dopo una stagione amara. «Sì, però qui a Ferrara c’è un movimento di pubblico davvero speciale. È una cosa conosciuta ovunque. A Pistoia, dove faccio il dirigente adesso, ma più in generale l’ho percepita ovunque e da chiunque nel mondo del calcio italiano. A Ferrara si tifa la Spal. Questa è una cosa che unisce anche nei momenti più difficili. In Eccellenza abbiamo visto picchi elevatissimi in termini di presenze, roba che non si vede neanche in B».
Sul campo, però, l’obiettivo è stato fallito. «Sono sincero, dopo la vittoria contro il Mezzolara pensavo potesse avvenire il sorpasso. Loro non hanno mai mollato, poi questi campionati sono così. È difficile recuperare punti in una corsa a due. Entrambe hanno tenuto un gran ritmo nel finale, poi i playoff sono una storia a parte. Evidentemente qualche giocatore dell’Ars et Labor non era abituato a certe partite».
Spesso qui si è parlato di pressioni o di peso della maglia. Frasi fatte o c’è del vero? «Si gioca davanti a un pubblico numeroso, ma credo che questa cosa debba dare solo spinta e carica. A Ferrara durante la settimana c’è la tranquillità del nord Italia, mentre la domenica c’è il calore del sud. Quindi c’è il meglio per fare il calciatore e per avere i giusti stimoli».
La società cosa dovrebbe fare per riconquistare la fiducia della piazza? «Lo dice la storia del pallone, ma anche quella della Spal: qui si vince quando c’è un grande legame tra la gente e il club. Intendo però non solo la società, anche i giocatori. Essere vicini alle persone è fondamentale. Lo facciano anche i calciatori. Si facciano conoscere in primis come uomini e come persone. Altrimenti vengono conosciuti solo per quello che fanno vedere in campo. Ferrara riconosce queste cose».
Come giudica la conferma di mister Carmine Parlato? «È un profilo che conosco molto bene. Credo sia stata fatta la scelta giusta. Ha fatto bene in termini di unione dello spogliatoio e si è visto del buon calcio. Poi, è uno esperto. In queste categorie questo conta moltissimo».
Un primo messaggio per i tifosi, prima di incontrarli? «Solo con il loro sostegno questi colori potranno vincere e risalire le varie categorie».
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