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C’è il preliminare per la vendita: l’Ars et Labor passa a Portelli

Sergio Armanino
C’è il preliminare per la vendita: l’Ars et Labor passa a Portelli

Dettagli tecnici, a giorni il subentro del maltese al posto degli argentini. Un Ceo per governare il club, per il ds sempre più forte il nome di Antenucci

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Ferrara Il dado è “quasi” tratto. La proprietà argentina uscente dell’Ars et Labor e quella entrante maltese che fa capo a Joseph Portelli hanno firmato un preliminare per il passaggio della società dall’una all’altra: una settimana di tempo per il rogito, ma indiscrezioni danno per certo che non si arriverà a giovedì prossimo (data dell’asta del marchio Spal...), ma la firma e l’insediamento dell’imprenditore di Gozo arriveranno a stretto giro. Resta solo da verificare che tutti i dettagli concordati durante la lunga trattativa siano stati messi nero su bianco nella maniera opportuna e corretta, lavoro per avvocati e notai, tecnicismi: l’intesa è stata raggiunta e, sempre secondo indiscrezioni, con un saldo a favore dei venditori attorno ai due milioni di euro.

Affari e promesse

Azzardare cifre, tuttavia, è improprio, perché il valore del club è ancora oscillante, dipendendo dalla categoria alla quale potrà iscrivere la prima squadra ed è possibile, se non probabile, che nella transazione sia previsto un cospicuo acconto, cui far seguire un saldo di diverso importo a seconda che i biancazzurri saranno in Eccellenza o in serie D. “Dettagli” che riguardano i diretti interessati: di certo c’è che il procuratore Pierpaolo Triulzi ha orchestrato e portato a compimento un bell’affare per gli amici d’oltre oceano, che lasciano Ferrara con un fallimento sportivo e una plusvalenza “importante” nelle proprie tasche, non esattamente quello che andavano promettendo un anno fa in pompa magna a Palazzo Municipale, scelti fra una rosa di pretendenti (ossia di partecipanti al bando comunale) dai “triumviri” (il sindaco Alan Fabbri, l’assessore allo sport Francesco Carità e il tecnico incaricato dal comune in quanto avvocato esperto della materia Federico Menichini) per rilanciare il calcio cittadino di vertice, dopo il fallimento della Spal di Joe Tacopina.

E tre

Ora si volta pagina, a giorni si svelerà il nuovo, che per il terzo “mandato” di fila arriva dall’estero. Di Joseph Portelli abbiamo ampiamente raccontato le scorse settimane, sin da quando abbiamo anticipato da queste colonne una trattativa allora negata e invece esistente, ora è atteso a Ferrara per presentarsi di persona e raccontare qualche retroscena del suo avvento calcistico in città.

Sempre secondo i ben informati, il nuovo patron non sarebbe intenzionato a rivoluzionare il cammino intrapreso dalla società verso la nuova stagione, assecondando la scelta della guida tecnica, ossia la conferma di mister Carmine Parlato e il suo staff, così come quella dei giocatori che meglio hanno fatto la scorsa stagione, tant’è che alcuni contratti sono stati depositati ieri e altri lo saranno già nei prossimi giorni.

Da qui in poi, però, la propria impronta Portelli dovrà pur darla. Ecco, allora, che pare intenzionato a nominare un Ceo di propria fiducia, figura operativa al pari di quanto potevano essere finora il presidente Marengo e, soprattutto, il direttore generale Pradines, ma anche la figura del diesse.

La bandiera

Pare proprio che Sandro Federico non proseguirà l’incarico con la nuova proprietà e, come avevamo anticipato, tutte le strade portano (o riportano) a Mirco Antenucci.

Per ora si tratta solo di una possibilità, le parti dovranno confrontarsi su tantissimi aspetti e trovare intesa e feeling, ma pare evidente che la mossa di Portelli voglia andare incontro al sentimento del popolo biancazzurro, prim’ancora che dettata da considerazioni professionali. Che peraltro Antenucci ha avuto modo di approfondire in questo anno forzosamente sabbatico, entrando ancor più nel nuovo ruolo che ha scelto per il suo futuro, quello di direttore sportivo.

Oltre alla bandiera di una Spal che per ora non c’è più, Portelli sembra intenzionato a non toccare nemmeno la ferraresità del settore giovanile.

Obiettivi

Se si parla di un’operazione che strizza l’occhio alla storia biancazzurra, sebbene i contenuti siamo ancora tutti da svelare, l’ipotesi che lo stesso magnate del mattone maltese possa voler partecipare all’asta per il marchio Spal (e tutto quanto comprende il lotto) di giovedì prossimo, potrebbe anche essere una possibilità, visto che nei giorni scorsi era stata fatta circolare la voce di un interessamento diverso da quello manifestato dal Comune, alzando anche un discreto putiferio.

Tante le questioni all’ordine del giorno, tante le domande che attendono risposta. Ricordiamo ancora una volta che Portelli aveva indicato due strade per il club italiano che stava cercando: poterlo fare collaborare con la squadra maltese di cui è patron e presidente, l’Hamrun Spartans, ossia portare in Italia giocatori di quella realtà da far crescere, ma anche una piazza in grado di salire fino alla serie A. Non dettagli da poco...

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