Dossier Ars et Labor, palla ai maltesi: i primi passi del patron Portelli
Dal mercato alla dirigenza, passando per vivaio, settore femminile e abbonamenti. Vari nodi da sciogliere quando giovedì ci sarà il passaggio: tra le priorità il cambio nome in Spal
Ferrara Presidente, organigramma, direttore sportivo, allenatore, giocatori. E poi abbonamenti, settori giovanile e femminile, nome, logo. Anche una sorta di “scambio” con la squadra maltese o l’interesse primario è veramente riportare Ferrara nel calcio che conta senza che questa frase si trasformi nella solita litania da conferenza stampa? Giovedì 9 luglio si avvicina e questi sono i nodi che dovranno essere sciolti una volta che l’Ars et Labor sarà nelle mani di Joseph Portelli. L’imprenditore si è fatto una scorpacciata di italianità la settimana scorsa: un salto a Roma dove si giurerebbe abbia incontrato il presidente Marengo, anche lui nella capitale e non per depositare le carte relative al ripescaggio in serie D.
Riflettori sugli Spartans: c’è un ex Spal
Il dossier Ars et Labor è da tempo sulla scrivania dei maltesi, che giovedì chiuderanno l’affare per acquisire il club. Aggiungendo i colori biancazzurri al portfolio sportivo, dato che Portelli è presidente degli Hamrun Spartans, freschi campioni di Malta per la quarta volta negli ultimi cinque anni e pronti a debuttare nel primo turno di qualificazione di Conference League. Quando? Naturalmente giovedì. Il filo diretto con la squadra isolana non è da scartare e bisognerà capire come il nuovo patron intenderà sviluppare quello che potrebbe configurarsi come una sorta di gemellaggio – ma l’Eccellenza è al livello della prima divisione maltese? O la domanda è da porre al contrario? Si dia il caso che ai rossoneri giochi quel Vincenzo Polito – figlio del diesse del Catanzaro, Ciro – che arrivò alla Spal nell’ultimo anno di serie C. Titolare – a differenza che a Ferrara – e una ventina di presenze a cui vanno aggiunte tre apparizioni nei turni preliminari di Conference League e due in quelli di Europa League. Giusto per tastare il livello.
Marchio, cambio nome e direttore generale e ds
Sempre giovedì si apriranno le porte di via del Lavoro 22 per battere all’asta il marchio Spal. Non sono previsti coup de théâtre e la prima chiamata andrà deserta, così da ripartire dall’offerta del Comune di 359mila euro. In caso di fumata bianca, il Municipio acquisirebbe loghi e simboli, concedendoli al club di via Copparo. Così Portelli – dopo la compravendita dell’Ars – si troverebbe per le mani davvero la Spal, previa richiesta di cambio denominazione sociale da inoltrare alla sezione regionale della Lega nazionale dilettanti entro il 15 luglio. Ai maltesi spetta quindi del lavoro d’ufficio e anche nella burocrazia il nuovo proprietario sarà affiancato da Marcel Bonnici, che degli Spartans è già amministratore delegato. Ceo anche dello sfarzoso complesso architettonico Mercury Towers a Malta, Bonnici potrebbe diventare massimo dirigente pure della società biancazzurra. Un direttore generale che dovrà nominare quello sportivo. Federico ha le valigie pronte per lasciare Ferrara e magari trascorrere un’estate più serena nella “sua” Giulianova, dove tra l’altro ha bazzicato nel fine settimana Antenucci. Da un direttore sportivo all’altro, nell’ultima stagione all’Ars, da Mirco a Sandro, e che adesso il testimone non faccia il percorso inverso. Si è vociferato infatti di un ritorno dell’ex capitano spallino nel ruolo di diesse, ma un eventuale contatto tra le parti non trova conferme, al momento.
Prima squadra, giovanile e femminile
Per il resto, l’intenzione della nuova proprietà sembra quella di non disperdere il lavoro dell’ultimo anno. Per questo Carmine Parlato dovrebbe trovare conferma – anche se il contratto attende di essere depositato –, così come i giocatori che rappresentano la spina dorsale della squadra e, guardando nel complesso, pure il responsabile del settore giovanile Marco Aventi. Al pari di Silvia Chiellini, direttrice della sezione femminile biancazzurra che è pronta a partire.
Campagna abbonamenti
Infine la questione abbonamenti: Pradines stava contrattando con un’azienda per abbatterne il prezzo e almeno confermare i costi dell’ultima stagione – nonostante le prime due partite da vivere al “Mazza” senza pubblico, causa provvedimento del giudice sportivo. Che Portelli non voglia fare un regalo alla città strizzando l’occhio ai tifosi e giocando al ribasso? Un’operazione simpatia, consapevole che per un club da portare in serie A – parole dell’imprenditore – servono basi solide, al pari dei migliaia del “Mazza”. E un magnate del mattone come Portelli di fondamenta salde dovrebbe intendersene.
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