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Supercoppa tolta, Cento non condivide. Fava: «Che delusione, diteci i motivi»

Simone Gagliardi
Supercoppa tolta, Cento non condivide. Fava: «Che delusione, diteci i motivi»

Il presidente della Benedetto XIV: «Occasione persa per una città pronta e accogliente»

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Cento La tre giorni di Supercoppa del 18, 19 e 20 settembre non si giocherà a Cento come previsto in avvio, ma a Ravenna, stessa sede dello scorso anno. Il passo indietro è giunto per il diniego fornito dalla questura di Ferrara per ragioni di ordine pubblico. La Lega Pallacanestro, organizzatrice dell’evento, altro non ha potuto fare se non adeguarsi cambiando la sede. La decisione ha destato parecchia perplessità nell’ambiente, già pronto ad accogliere la manifestazione e a gustarsi la prima vera uscita stagionale della serie A2 con qualcosa in palio. Sarebbe stata tra l’altro la seconda Supercoppa a Cento dopo quella del 2020.



C’è amarezza tra gli appassionati, tutti si chiedono il perché, cosa possa aver spinto la Questura di Ferrara a dire no. Ovviamente la concomitanza della presenza delle tifoserie di Pesaro, Forlì, Livorno e Fortitudo (amici con i centesi) è condizionante dopo che la Questura ha evidentemente valutato inadeguata la logistica per gestire l’ordine pubblico e contenere eventuali problemi. Viene poi da domandarsi come un format giudicato a rischio a Ferrara possa essere considerato ospitabile altrove, ma poi si entra nel campo delle valutazioni personali.

Delusione si respira anche sul fronte Benedetto XIV come espresso dalle parole del suo presidente Gianni Fava: «Accogliamo con grande rammarico la decisione di trasferire la Supercoppa da Cento a Ravenna - si legge in una nota - Pur non essendo parte diretta dell’organizzazione, avevamo accolto con entusiasmo la scelta della nostra città come sede della manifestazione, rendendoci fin da subito disponibili a collaborare per contribuire alla riuscita del weekend con iniziative ed eventi collaterali dedicati ai tifosi e alla valorizzazione della città. Il nostro dispiacere va oltre l’aspetto sportivo. Ospitare un evento di questa importanza avrebbe rappresentato una straordinaria occasione di promozione per Cento, per le sue attività economiche e ricettive e per un territorio che, negli anni, ha sempre dimostrato passione, competenza e capacità organizzativa. Desideriamo ringraziare il Comune di Cento, il sindaco Edoardo Accorsi e la Regione Emilia-Romagna per l’impegno e la disponibilità dimostrati nel sostenere questa opportunità. Le dichiarazioni del sindaco esprimono il rammarico di un’intera comunità che aveva accolto con entusiasmo questa notizia, un sentimento che condividiamo pienamente».

Il presidente Fava ricostruisce anche le comunicazioni intercorse: «Prendiamo atto di quanto dichiarato dal presidente della Lega, Francesco Maiorana, che ha ricondotto il trasferimento della manifestazione alle decisioni assunte dalla Questura di Ferrara. Proprio per questo riteniamo importante che venga fatta piena chiarezza sulle motivazioni che hanno portato a tale scelta, nel rispetto della città di Cento, dei suoi cittadini, dei tanti volontari e dei tifosi che aspettavano con entusiasmo questo appuntamento. Accogliamo inoltre con favore le parole dello stesso presidente Maiorana, che ha riconosciuto come le ragioni di questa decisione siano del tutto estranee all’Amministrazione comunale e alla città di Cento, esprimendo la volontà che il nostro territorio possa in futuro tornare ad ospitare una manifestazione organizzata dalla Lega Nazionale Pallacanestro. La Benedetto XIV continuerà a lavorare con serietà, responsabilità e spirito di collaborazione affinché Cento sia sempre più riconosciuta come una sede credibile e affidabile per ospitare eventi sportivi di livello nazionale. Le occasioni possono essere rinviate, ma non devono essere perse».

Il sogno di rivedere la Supercoppa a Cento però non tramonta: «Ci auguriamo che quanto dichiarato dalla Lega possa tradursi in una nuova opportunità per la nostra città, che merita di tornare a essere protagonista del grande basket anche nell’organizzazione di eventi nazionali».

Tanti i messaggi sui canali social degli appassionati centesi anche in risposta a LNP e che si interrogano sul perché della decisione. L’ordine pubblico è necessario per lo svolgersi di ogni manifestazione, ma lo è a Cento, come lo è a Ravenna. Colpa dei tifosi di Cento che potrebbero anche non simpatizzare per alcune delle squadre presenti pur non essendo parte della competizione? Colpa della vicinanza di Cento a Bologna da cui sarebbe potuto giungere il grosso del pubblico? Colpa delle amicizie o delle inimicizie tra le tifoserie che sarebbero state presenti, Rimini e Pesaro che avrebbero giocato una semifinale alle 17 di un giorno feriale con limitato pubblico al seguito, e poi subito dopo la Fortitudo Bologna? E i tifosi di Cento? Forse niente o forse la somma di tutto questo, sta di fatto che a fronte della decisione imposta la “Baltur Arena” non sarà il teatro della Supercoppa di A2; una sconfitta che lascia parecchio amaro in bocca. 

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