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Un Antenucci avversario, parla Andrea: «Tifo Spal, ma proverò a batterla»

Sergio Armanino
Un Antenucci avversario, parla Andrea: «Tifo Spal, ma proverò a batterla»

Il fratello di Mirco è il bomber della Vianese, avversaria dei biancazzurri in campionato, e si racconta fra pubblico e privato

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Ferrara «Bisogna averne grande rispetto, dilettante è una parola che non rappresenta questi ragazzi. Si fanno tanti sacrifici e tante rinunce anche qui, mio fratello lo fa da 20 anni ed è un esempio lampante». Parole di Mirco Antenucci e quello citato è il secondogenito di casa, Andrea, “little bro”, come lo ha memorizzato sul telefono il maggiore di 5 anni.

Sarà anche il fratello minore, ma ormai di little c’è rimasto solo l’idea che si porta dietro il fratellone: 37 anni e tanti campionati dilettantistici di buon livello alle spalle, conditi da parecchi gol. Quest’anno sarà avversario della Spal (e del Sant’Agostino) con la Vianese, nel girone A d’Eccellenza. Scopriamolo e facciamoci rivelare anche qualcosa di personale e del campionato che sta per iniziare.

L’intervista

Andrea, i rapporti con tuo fratello Mirco? «Ottimi, da sempre. Parliamo di tutto, di vita privata, di calcio, soprattutto di calcio, condividiamo la passione della musica... È un amico e un fratello».

Entrambi attaccanti, lui professionista, tu dilettante: ne hai sofferto? «Io ho fatto il mio percorso, lui un altro, è uscito da un vivaio importante, io ho fatto scelte un po’ diverse. Comunque Mirco ha dimostrato di essere un grande».

Veniamo al campionato, a questo girone A: cosa dobbiamo aspettarci? «È molto difficile. Non trovi mai squadre semplici da battere, ormai sono tutte società organizzate, con tecnici che preparano bene le squadre, che curano il dettaglio e hanno giocatori validi. Io ne ho vinti 6, ma non è mai facile e nel girone A il livello è abbastanza alto».

Che intenzioni avete con la tua Vianese? «La squadra è quasi completamente nuova: è una buona squadra, ma quella da battere è la Spal. Noi faremo il nostro percorso, poi il campo dirà chi vincerà».

Essere la favorita non è sempre un vantaggio... «Alla Spal hanno molte più pressioni rispetto ad altre squadre, ma è costruita per vincere, con giocatori che fanno questo di lavoro, mentre gli altri lavorano e fanno allenamento alle 7 di sera».

Altre avversarie da tenere in considerazione? «Brescello, Fidentina, Mutina, tutte con singoli bravi, allenatori preparati. Ma la Spal è molto forte».

E Vianese, con un bomber come Antenucci... Quanti gol hai segnato in carriera? «290 fra serie D ed Eccellenza».

Hai mai avuto l’occasione di venire alla Spal? «L’anno scorso purtroppo avevo già firmato con il Fiorenzuola, quando Mirco ha fatto per un po’ il ds, avevo firmato a giugno... Ma in famiglia siamo tutti tifosi della Spal, con Mirco c’è un legame profondo, così come con questa città e la squadra».

L’impatto del “Mazza” e del tifo sugli avversari com’è? Esalta o intimorisce? «Esalta i giocatori della Spal! Anche a me piacerebbe giocare con 5mila tifosi che incitano per tutta la partita, è una spinta in più, anche due!».

Podio del girone a fine campionato? «Spal prima, poi Vianese e terzo il Brescello».

Allora confessi, ci volete provare? «Abbiamo una buona squadra, forte, manca qualcosa per vincere il campionato».

Il vostro precampionato com’è andato finora? «Abbiamo lavorato bene, siano stati in ritiro, abbiamo giocato due amichevoli con le squadre Primavera di Modena e Sassuolo e le abbiamo vinte. C’è uno staff che lavora professionalmente, un bel gruppo di ragazzi e la società molto seria: sono contento della scelta che ho fatto».

Torniamo a tuo fratello Mirco: ti ha insegnato qualcosa? «Mi sono sempre confrontato con lui, mi ha sempre dato consigli, ma soprattutto dal punto di vista umano, dei valori».

Conosci Ferrara? «Sono spesso lì a trovare Mirco, poi quando lui giocava e io avevo la partita il sabato o la Spal aveva l’anticipo o il posticipo, venivo sempre: io, la mia famiglia, il paese, il Molise hanno tifato Spal».

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