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Il rammarico di Malivojevic: «Spal, dovevamo vincere»

Tommaso Schwoch
Il rammarico di Malivojevic: «Spal, dovevamo vincere»

Il trequartista sarà l’ex di turno contro lo Zola Predosa

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Ferrara Era arrivato per essere quel giocatore che spostava gli equilibri, la pedina esperta della categoria capace di far saltare il banco e risolvere i problemi quando le cose si facevano complicate. Tra Milos Malivojevic e la Spal il matrimonio non è invece andato a buon fine, col fantasista che è sceso sempre di più nelle gerarchie di mister Parlato. Nel suo score personale risultato 3 gol, tutti sotto la guida di Di Benedetto, troppo poco per le premesse iniziali. Ora è tornato nel girone che conosce di più accasandosi allo Zola Predosa, prossimo rivale dei biancazzurri. Coi bolognesi ha già trovato una rete, nell’unica vittoria dei rossoblù in campionato finora.

Come si sta trovando nella nuova casa e che obiettivi vi siete posti per questa stagione?

«Non so dove siamo collocati dagli addetti ai lavori. Siamo una squadra molto giovane, dobbiamo pensare a salvarci. Se riuscissimo a raggiungere l’obiettivo prima del previsto, con la nostra spensieratezza potremmo toglierci qualche soddisfazione in più. Tuttavia, in primis concentriamoci sulla salvezza. Sono un po’ più vicino a casa: lavoro nell’azienda metalmeccanica di mio papà. L’anno scorso operavo in smart working: tenevo i conti e organizzavo i dipendenti, potevo farlo anche da distanza. Ora la mattina, essendo più vicino, vado anche sul posto direttamente qualche volta. Ci alleniamo la sera, è cambiato il contesto».

Avete già affrontato Brescello e Fidentina, due outsider del campionato. A che livello le mette?

«Il girone lo conosco bene, anche se ogni anno ci sono acquisti e cessioni. Sono due formazioni attrezzate, a livello di giocatori e rosa sono molto forti, le metto subito dopo la Spal e la Vianese. I ragazzi che giocano a Viano li conosco tutti: ci ho giocato contro e insieme. Negli ultimi anni hanno sempre aggiunto quel qualcosa in più e ora sono davvero pronti a lottarsi il campionato. Anche la Spal ha una squadra forte: si giocheranno il titolo, con molte differenze di ambiente e pressione».

Come vede la partita di sabato? Ha sentito qualcuno dei suoi vecchi compagni?

«Ho sentito Leo Mazza in estate per sapere dei movimenti di mercato e altro. Eravamo molto amici l’anno scorso, poi nel calcio perdi un po’ i contatti per la distanza. Sarà un piacere rivedere anche Manuel Ricci, Simone Mazzali e Andrea Dall’Ara. Ho avuto un buon rapporto con tutti i compagni. Dei nuovi ho giocato solo con Aliu, ma solo in un torneo estivo. Il valore del calciatore non si discute. Contro Molossi ho gareggiato diverse volte. Noi veniamo da una sconfitta, la Spal da una vittoria importante. Per noi sarà stimolante e la concentrazione massima. Sarà difficile, i valori delle squadre sono diversi. Ci sarà anche il pubblico, tuttavia dobbiamo fare la nostra partita, senza farci intimorire».

È un veterano di questo campionato: l’anno scorso ha sofferto il cambio di girone o c’è stato altro?

«Ero partito bene, segnando un gol nella prima vittoria. In generale l’avvio personale era stato buono, anche se con qualche problematica di squadra. Avevamo iniziato tardi, l’esordio era andato male. La seconda parte di stagione è stata molto diversa, ho trovato meno spazio dopo il cambio allenatore. Non voglio trovare alibi: ho le mie colpe e potevo fare meglio. Ho un bel ricordo di Ferrara. Era una chiamata impossibile da rifiutare, non sono in polemica con nessuno. Non aver vinto il campionato è un grande rammarico, una macchia per tutti quanti. È un contesto che non ha nulla a che fare con l’Eccellenza o con la Serie D. In realtà, neanche con gran parte della Serie C».

Secondo lei eravate superiori a Mezzolara e Santegidiese?

«La Santegidiese mi ha fatto un’ottima impressione, ma nel corso di un campionato si valuta meglio. Il Mezzolara aveva dei valori: erano forti, ma quando sei alla Spal l’obiettivo è vincere. Abbiamo più da recriminare su noi stessi che sugli altri». 

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