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Spal, senti Viscovo: «Sono arrivato fino alla serie A, anche qui ho grandi ambizioni»

Tommaso Schwoch
Spal, senti Viscovo: «Sono arrivato fino alla serie A, anche qui ho grandi ambizioni»

Il portiere napoletano è cresciuto nel Crotone, ha giocato in C e D: «Questo è un mondo nuovo, voglio salire di categoria»

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Ferrara Uno di quei giocatori di cui non siamo ancora riusciti ad apprendere a pieno le capacità è sicuramente Aniello Viscovo, portiere napoletano arrivato alla Spal in estate per sostituire il deludente Giacomel, finito all’Imolese. Il nuovo estremo difensore ha visto da spettatore non pagante tre partite su quattro, offrendo il primo vero intervento importante della sua stagione solo nel primo tempo della partita contro il Castellarano, togliendo la gioia del gol a Chibsah. Per carità, meglio così, ma d’ora in poi la difficoltà delle partite aumenterà – basta vedere l’impegno di domenica, che è già scontro per la vetta, il possibile primo bivio fra le pretendenti dichiarate al titolo. Ad ora la Spal – insieme proprio alla Vianese – vanta la miglior difesa del campionato, con un solo gol subito, e sicuramente Viscovo vorrà mantenere anche questo primato fino alla fine del campionato.

L’intervista

Aniello, come si sta trovando nel nuovo gruppo? «Molto bene, mi hanno accolto alla grande sin dal mio arrivo. Ho avuto anche modo di visitare un po’ la città, è veramente bella».

È nato a Napoli, tuttavia è cresciuto sportivamente nel Crotone. È andato via dalla sua città molto giovane? «Sì, sono andato via di casa all’età di 13 anni e ho fatto tutto il settore giovanile al Crotone: dai giovanissimi fino alla serie A».

Non siamo riusciti ad ammirarla molto nelle prime uscite: ci descrive un po’ com’è il Viscovo portiere? «Mi piace giocare con i piedi e andare in contrasto sull’attaccante. Non avere paura dell’avversario è una delle mie caratteristiche. Migliorare sui rinvii? Succede di sbagliare. Non nasciamo tutti coi piedi buoni, c’è bisogno di allenarsi».

È da diversi anni che la Spal ha problemi in porta, spesso quello che inizia non è quello che finisce. Sapeva di questa situazione? La preoccupa? «Sono tranquillo, dietro alla squadra c’è una società solida. Si lavora molto bene».

È stato poco impegnato finora. Dalle prossime uscite il livello si alzerà, già a partire da domenica contro la Vianese. «Menomale (ride, ndr). Domenica sarà una gara importante per tutti noi. Cercheremo di affrontare la partita al meglio, seguendo le indicazioni del mister e facendo il nostro incontro. La Vianese è una squadra blasonata: conosciamo le loro caratteristiche, così come siamo consapevoli delle nostre. Siamo determinati e con un obiettivo».

Uno dei suoi predecessori, l’anno scorso, ci disse che a giocare nella Spal ci si annoia, a lei è già successo quest’anno? «È impossibile, perché la concentrazione deve essere sempre alta e non si può sbagliare. È difficile annoiarsi dunque: anche se non ricevo tiri in porta, devo stare sempre vigile. Si è sollecitati anche qua: siamo la Spal, tutte le squadre ci fanno la guerra e non è facile».

In allenamento, tra i giocatori biancazzurri, chi è che la buca più spesso? «Alonzi, Aliu… un po’ ci sono. Diciamo che in allenamento faccio crescere loro l’autostima».

Ci sono tanti centimetri in difesa, molti di questi dati da Zucchini e Dall’Ara. «Sono due ottimi giocatori e brave persone fuori dal campo. Mi trovo molto bene con loro, in partita ci diamo una mano e siamo sintonizzati sullo stesso livello».

Chi dà più indicazioni durante la partita? «Parliamo tutti durante gli incontri: più parliamo, più diamo una mano alla squadra ad organizzarsi. Meglio una parola in più che una in meno».

È riuscito ad affacciarsi fino alla prima squadra in Serie A, poi sei stato in Serie C e D. Ora sei in Eccellenza: secondo lei cosa le è mancato per affermarsi a livello più alto? «Col Crotone sono arrivato fino alla Serie A, senza mai esordire. Poi ho sempre fatto la C. Per me questo è un mondo nuovo, ma so quali sono le mie ambizioni: salire di categoria».

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