Spal, nessuno sconto. Il ds della Vianese: «Vogliamo la serie D»
Paselli: «Ma siamo solo all’inizio, sarà lunga»
Ferrara Chi cercherà di rovinare – ancora una volta – la festa promozione alla Spal quest’anno è la Vianese. Esattamente com’è stato con il Mezzolara la passata stagione. I reggiani hanno intrapreso già da qualche campionato un percorso per arrivare al piano sopra e questo dovrebbe essere l’anno in cui raccogliere i tanto attesi frutti. La Spal ha una storia diversa, tuttavia presenta un gruppo nuovo e quella tanto chiacchierata pressione che una realtà calcistica importante porta con sé. La partita di domenica 27 settembre arriva troppo presto per risultare decisiva (così come quella di ritorno in realtà) ma nonostante ciò si potrà assistere allo scontro tra le due squadre più forti del girone. Di questa rivalità – che sulla carta ci porteremo fino in primavera – ha parlato Simone Paselli, direttore sportivo della Vianese e in passato dello Zola Predosa.
Direttore, sicuramente lo stile “all’americana”, con tanto di cappello da cowboy, del presidente Grassi non passa inosservato. Che tipo di persona è e di cosa si occupa?
«Sono arrivato quest’anno: abbiamo un rapporto ma lo conosco ancora poco. È proprietario di E80 Group, un’azienda di meccatronica che rappresenta una potenza multinazionale. È nato e cresciuto a Viano, per questo è così legato al territorio. Ha tre società sportive: la Vianese, il Valorugby e la franchigia di basket».
Arrivate da un pareggio: c’è stato un motivo particolare o semplice merito dell’avversario?
«Eravamo riusciti a sbloccare la partita contro un avversario non facile e ben messo in campo. Il Rolo Fabbrico finirà nelle zone alte della classifica. Potevamo chiuderla, ma ci siamo fatti riprendere per errori nostri. Loro hanno avuto due occasioni e ci hanno fatto gol: merito loro ma più demerito nostro».
Si dice che la Vianese è all’apice di un percorso iniziato da qualche anno: anche se lei è arrivato da pochi mesi, come si è evoluta la squadra in queste stagioni?
«È una società partita dalla Terza categoria una decina di anni fa. Da 4/5 anni, ovvero da quando il patron Grassi ha deciso di dedicarsi con più presenza al calcio, ha iniziato questo percorso di crescita. Dalla Prima categoria sono andati subito in Eccellenza col doppio salto, poi al primo anno hanno sfiorato la promozione ai playoff perdendo la finale in Sardegna. Con la domanda di ripescaggio probabilmente sarebbero saliti, ma il presidente è una persona dai valori e dall’etica molto forte: voleva vincere sul campo. È una squadra formata da un mix di calciatori giovani ed esperti: ho cambiato la metà della rosa, mantenendo l’ossatura dell’anno scorso. I nuovi vengono da categorie superiori e li conoscevo. Per provare a vincere serve mettere insieme tutto, esperienza ma anche brillantezza e vivacità. Non ci nascondiamo, l’obiettivo è salire di categoria, che sia campionato o coppa».
Qual è stato il pensiero alla notizia che la Spal sarebbe stata dirottata nel girone A?
«La Spal è la favorita: ha una tradizione, un ambiente e una struttura che con l’Eccellenza non c’entrano niente. Tuttavia c’è entusiasmo per vivere una sfida così bella. Giocatori e noi addetti ai lavori viviamo di adrenalina: non esiste cosa più bella di venire a giocare a Ferrara».
Come vede la partita di sabato?
«Sarà bellissimo. Per me, in particolare, avrà un sapore diverso perché al “Mazza” ci ho fatto qualche derby quando militavo nel Rovigo in Serie C2. Oltretutto nel corso della mia carriera ho avuto mister Carmine Parlato come allenatore. Tanti biancazzurri (come ad esempio Paolo Macchia, ndr) sono amici, ex compagni di squadra o ex allenatori. L’atmosfera sarà incredibile, la tifoseria di Ferrara non ha niente a che fare con questa categoria».
Questa sfida è quasi più importante per il morale con cui verranno affrontate le partite successive piuttosto che per i tre punti in sé, è d’accordo?
«È una partita importante, come lo sono tutte. Siamo all’inizio, non precluderà niente a livello di classifica. A livello umorale darà una bella dose di autostima a chi vincerà. Le vittorie ti danno certezze, ma nel bene e nel male bisogna rimanere umili e compatti. È comunque solo la quinta partita, il cammino è ancora bello lungo».
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