Leon Gomez, chi è il dribblomane della Spal: il nuovo fantasista che vuole incidere
L’esterno argentino è stato schierato dal primo minuto nell’ultima partita, un po’ a sorpresa. Dal River Plate a Ferrara, ecco chi è
Ferrara A sorpresa, Parlato ha deciso di lanciare Leon Gomez nella mischia già partire dal primo minuto dopo l’esordio assoluto a partita in corso nella sfida di Coppa contro il Sant’Agostino. Ultimo arrivato solo formalmente, visto che l’argentino era presente nella rosa sin dal giorno-1, ma è stato costretto ai box a causa di una lussazione alla spalla che ne ha compromesso la preparazione. Solo nelle ultime settimane è stato ufficialmente aggiunto alla rosa, tuttavia l’allenatore ha più volte specificato come la sua forma fisica fosse precaria. Ed ecco perché averlo schierato nell’undici iniziale ha suscitato da subito tanta curiosità tra addetti ai lavori e spettatori.
La carriera
Il classe 2001 è principalmente un esterno sinistro, poiché predilige il rientrare per poi provare la conclusione con il destro; tuttavia può agire anche dietro la punta, e in Coppa Italia a tratti ha orbitato in quelle zone. La scuola di formazione è quella del River Plate, fucina che forma e cresce talenti di livello da sempre. Infatti, specialmente chi ha potuto vederlo durante gli allenamenti a porte aperte, avrà notato che i guizzi li ha, nello specifico una certa velocità nello spostare la palla e un’ottima capacità balistica - soprattutto per quel che riguarda la potenza pura del gesto -, arma che non è riuscito a sfruttare al meglio nella sfida contro l’Agazzanese: ci ha provato solo negli ultimi istanti del primo tempo ma la sua conclusione, partita bene, è stata deviata in angolo da Pescara.
Come è stato l’esordio in campionato?
«Leon Gomez ha fatto delle buone cose - ha dichiarato mister Parlato nel post partita -, si vede che il giocatore ha dei numeri. Fisicamente ha un deficit importante in questo momento, ma ci può dare una mano». Vero, si intravedono doti interessanti, tuttavia la prestazione non è stata positiva. I primi palloni toccati sono stati fuori misura: in generale ha perso diverse volte il possesso. Come già detto, è stata la prima titolare, non è ancora entrato bene nei meccanismi e la forma fisica non può essere la stessa dei compagni. In un paio di occasioni ha agito bene offensivamente: sempre verso il termine della prima frazione compie una bella giocata eludendo Velaj e Brena in un fazzoletto, per poi scaricare intelligentemente a Ricci che però spara completamente fuori misura. Il suo dribbling secco o in velocità può rappresentare un’arma in più per questa squadra, che non abbonda in tale caratteristica. Ruffo e De Grazia non stanno dando il contributo che ci si aspettava inizialmente e lui sembra un giocatore capace di crescere e andare ad occupare lo slot sinistro dell’attacco biancazzurro, con quello destro tenuto ben saldo da Valenti.
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