Mesola, Mazzini campione del mondo di sup degli Under 12 a Sabaudia
Il giovane mesolano sorprende tutti e arriva in cima al podio. Mamma Simona: «Ci siamo abbracciati, poi la premiazione con Rossi»
Mesola Sabaudia incorona il giovanissimo Riccardo Mazzini campione del mondo di sup. Il ragazzo mesolano ha conquistato il titolo iridato nella categoria under 12 sulla distanza lunga, che per i più giovani è di 4 chilometri. Parliamo di stand up paddle, quelle tavole che sempre più spesso vediamo solcare le acque marine con a bordo indomiti pagaiatori: ecco, ormai è diventato uno sport affermato e adesso abbiamo pure un promettente fuoriclasse.
Mamma racconta
«Lo facciamo anche a Spiaggia Romea – inizia il suo racconto mamma Simona Agnelli –, una volta all’anno c’è il Mondiale: l’anno scorso ad Abu Dhabi, quest’anno a Sabaudia, sul litorale laziale. Riccardo fa parte del Delta Sup Lido di Volano ed è arrivato primo sulla lunga distanza, che ha percorso in 25 minuti e mezzo».
Emozione e orgoglio nella voce di mamma Simona, che racconta come il suo ragazzino è arrivato sul tetto del mondo: «Sono 4 anni che Riccardo si allena anche 4/5 volte a settimana, in mare e sul fiume. Ha fatto tante gare, anche in Austria, ma una così importante mai, era la prima volta. A Sabaudia c’erano mille atleti arrivati da tutto il mondo, dagli under 12 agli over 50, essendo in casa hanno partecipato tanti italiani».
Riccardo ha iniziato a pagaiare sin da piccolo, ad appena 8 anni: «Al mare –svela la mamma – il suo istruttore di nuoto gli ha chiesto se voleva provare il sup e lo ha fatto con un gonfiabile da scuola: lui si è subito innamorato di questa disciplina, si è iscritto alla scuola e per un anno l’ha frequentata per imparare. Dopo, ha chiesto di poter fare di più, così è passato all’agonismo con tavola race, quella rigida, non gonfiabile». E così l’impegno è cresciuto: «Siamo di Mesola – spiega Simona –, da maggio a ottobre Riccardo si allena al mare, per il resto dell’anno due volte al mare e due volte sul fiume a Migliarino, dove c’è il Canoa Club che mette a disposizione una struttura per cambiarsi».
Di allenamento in allenamento, di gara in gara, ecco Riccardo arrivare al mondiale. Ma da questo a vincerlo ce ne passa: «No, non era previsto. Lui s’impegna tantissimo, studia e fa sport, è bravo. Ma lì c’erano tantissimi ragazzini, dall’Argentina, dalla Cina, dal Giappone, dall’Olanda, dalla Germania... tutti forti. Uno ci spera sempre e lui ce l’ha messa tutta, ma non s’immaginava che potesse vincere. Quando è arrivato, essendo la gara unica per under 12 e under 15, all’arrivo non si capiva la sua posizione nella sua categoria: abbiamo visto che era andato abbastanza bene, ma non volevamo alimentare illusioni, poi lui era già contento di come l’aveva fatta e di essere lì, alla base della Marina Militare di Sabaudia, in mezzo a tutti gli atleti del mondo, anche quelli che magari lui segue sui social... Poi, hanno pubblicato i risultati e lì abbiamo scoperto che aveva vinto: ci siamo abbracciati, felicissimi. Poi la premiazione con il presidente Antonio Rossi è stata una grande emozione». E adesso? A 12 anni già aver tagliato il traguardo più importante potrebbe anche togliere stimoli: «No no – controbatte mamma Simona – adesso si gode la vittoria, ma poi ricomincia ad allenarsi, torna tutto come prima, per migliorarsi sempre. Questo è un punto di partenza, poi crescendo cambierà di categoria e avrà nuovi traguardi da raggiungere». Come ogni risultato, anche dietro a questo trionfo c’è tanto impegno: «Il sacrificio – ammette mamma Simona – è tutti i giorni. Lo accompagniamo dappertutto, anche a livello di tempo è un investimento: per Riccardo non è un capriccio, è una passione autentica e quindi cerchiamo di portarlo, fin dove si riesce, si fa il possibile».
L’allenatore
Dalla mamma al maestro. Simone Tugnoli Peron è il presidente della Delta Sup e anche allenatore della Nazionale italiana. E in questa duplice veste ricorda anche che sul podio è salito anche un altro suo allievo ferrarese, Filippo Mercuriali, con l’Italia open nella gara long distance, quella sui 12 chilometri, dove gli azzurri sono arrivati terzi, classifica stilata sommando i quattro tempi del team, nell’ordine dietro a Giappone e Spagna. Medaglia di bronzo anche per Claudia Luchetta, residente alle isole Canarie ma pure portacolori della Delta Sup, arrivata terza nella tecnical race e long distance categoria master 40.
Riccardo Mazzini è anche arrivato quarto nella gara sprint della categoria under 12 e della spedizione “Made in Fe” ai campionati del mondo di Sabaudia hanno fatto parte anche Francesco Malaspina, Alessandro Sapigni, Sara Oddera, Paolo Nardini, Enrico Sambri, Ettore Sanson, Ketti Vittadello, Simona Atzori, Ivano Codella, Giuseppe Monaco, Massimo Giglione, Valerio Mercuriali, Mariano De Furia, Marco Rocchi, Teresa Di Palo, Mattia Tugnoli Peron e Nicola Volani.
«È il settimo mondiale che organizza la Federazione internazionale – spiega il coach – e il sesto a cui vado come direttore tecnico della nostra Nazionale: come squadra siamo arrivati secondi dietro la Spagna». A Simone Tugnoli Peron chiediamo anche un commento al titolo mondiale conquistato da Riccardo Mazzini: «È uno degli allievi della mia scuola, è da 4 anni che viene. Presto? No, è l’età giusta, quella in cui i bambini passano dal gioco all’attività sportiva. A lui piaceva misurarsi con gli altri e così è passato presto all’agonismo. È molto molto forte a livello italiano, adesso si è scoperto anche a livello mondiale. A Sabaudia era uno dei più grandi della categoria, ha compiuto 12 anni quest’anno: è molto bravo, caparbio e capace, un orgoglio per tutta la squadra».
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