La Nuova Ferrara

L’evento

Rare Soul, undici ore di musica non stop a Ferrara

Nicolas Stochino
Rare Soul, undici ore di musica non stop a Ferrara

Maratona sonora sabato dalle 14 all’Hangar Birrerie con dj vecchia scuola e tanti 45 giri

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Ferrara Domani Factory Grisù e Hangar Birrerie (via Poledrelli 21, Ferrara) aprono le porte a “Rare Soul – All Dayer Party for Proud Hearts and Rebel Soul Episode 1”, undici ore di musica e cultura dedicate al Northern Soul, movimento nato nel Nord dell’Inghilterra alla fine degli anni Sessanta e diventato negli anni una vera sottocultura globale.

Come funziona Dalle 14, nella Sala Macchine, si alterneranno in consolle Stefano Oggiano, Renato Traffano, Bassa, Carlo Campaiola, Chiara Vicario e Marco “Fioro” Fiops, storico mod ferrarese e voce del cult radiofonico anni Ottanta The Kids Are United. Ingresso gratuito.

«I dj mixeranno rigorosamente vinili a 45 giri originali», sottolineano gli organizzatori. Il Northern Soul è l’unico genere che prende il nome non solo dal suono ma dal luogo in cui veniva ballato. Ritmi soul e R&B americani accelerati sul quattro quarti, shuffling atletico, pugno chiuso come simbolo e motto “Keep the Faith”: un linguaggio universale nato nei quartieri operai come rifugio identitario.

«All’epoca c’erano etichette ufficiali come Tamla e Stax – raccontano gli organizzatori – . I marinai americani, per arrotondare, portavano dagli Stati Uniti e vendevano un Inghilterra anche i dischi, principalmente copie scartate o stampate in pochissimi esemplari. Furono poi direttamente i dj che incuriositi e appassionati di queste sonorità, iniziarono ad andare in America a caccia di questi vinili. Così dai piccoli centri sociali dove andavano in scena diverse session, si passò a suonare e ballere nei club». Anche grazie alle trasferte calcistiche, negli anni quelle sonorità si diffusero in tutta l’Inghilterra, fino a diventare un fenomeno duraturo.

Libri e musica Durante la giornata sarà inoltre presentato il libro “Maiali Inquinanti – Società a scopo di Feste”, con Giuseppe “Pino” De Mori e Osvaldo Casanova: un viaggio nei 40 anni di una delle realtà più devastanti della scena mod italiana. Un’altra storia di dischi rari, estetica e appartenenza. A Ferrara, per un giorno, il cuore batte in quattro quarti e vibra a ritmo dei 45 giri.l

N.S.

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