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Sul palco

Il comico Vernia torna al teatro Nuovo di Ferrara: «In scena parlo di me»

Nicola Vallese
Il comico Vernia torna al teatro Nuovo di Ferrara: «In scena parlo di me»

Protagonista mercoledì 13 maggio alle 21 con il nuovo spettacolo

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Ferrara Ferrara si prepara ad accogliere Giovanni Vernia, in scena mercoledì 13 alle 21 al teatro Nuovo (piazza Trento Trieste) con “Vernia o non Vernia”, uno spettacolo che promette leggerezza intelligente, ritmo e una comicità costruita tra confessione personale e satira del presente. Lo show, firmato da Vernia con Paolo Uzzi e prodotto da Ballandi, mescolerà imitazioni, musica, canto e ballo in una formula che porta sul palco un artista a tutto tondo.

Vernia, partiamo dalle origini: nel suo spettacolo racconta il passaggio da ingegnere elettronico a comico. Quanto c’è della sua vita reale in questo racconto?

«Diciamo che nasco “scemo”. Lo spettacolo racconta proprio questo: un bambino che non riusciva a stare tranquillo, sempre posseduto da una voglia irrefrenabile di imitare chiunque avesse intorno, creando anche qualche fastidio dentro casa. Vengo da una famiglia per metà siciliana e per metà pugliese, quindi abbastanza permalosa: le imitazioni facevano nascere discussioni e rapporti complicati con i parenti. Poi sono diventato ingegnere, ma ho continuato a essere scemo e da lì la comicità è diventata il mio lavoro».

In questo nuovo show ci sono episodi o aneddoti particolari che il pubblico vedrà sul palco?

«Lo spettacolo è diverso da quello che il pubblico di Ferrara ha visto l’anno scorso, quindi chi verrà al teatro vedrà qualcosa di nuovo. Racconto molti episodi della mia vita da dipendente, quando lavoravo in aziende e non riuscivo mai a stare fermo: la mia carriera subiva arresti improvvisi perché i miei capi scoprivano che intrattenevo i colleghi facendo le imitazioni».

Johnny Groove tornerà anche in questa tournée?

«Sì, Johnny Groove ci sarà per forza, perché fa parte della mia storia. All’inizio quasi lo soffrivo, perché avevo paura di essere identificato solo con quel personaggio. Col tempo, però, ho mostrato di poter fare altro e oggi torno a voler bene a Johnny Groove».

E le imitazioni che sono diventate virali, da Achille Lauro a Sinner, quanto spazio avranno?

«Le cose che il pubblico ha già visto in televisione ci saranno, quindi anche l’imitazione di Achille Lauro. Però a teatro non le propongo nella stessa forma televisiva: preferisco inserirle in un racconto, così che non siano solo una parodia fine a sé stessa ma parte di un percorso più ampio e teatrale».

Quanto lavoro c’è dietro alla costruzione dei personaggi?

«A volte mi incaponisco, soprattutto quando un personaggio mi diverte davvero. Se trovo una chiave che mi piace, continuo a lavorarci finché non funziona. Con Sinner, per esempio, all’inizio facevo fatica perché era molto diverso dal mio modo di fare comicità: è più statico, meno caricato, quindi ho dovuto cercare un’idea diversa. Quando invece la caratterizzazione è già molto evidente, tutto viene più facilmente».

Dopo questo tour cosa la aspetta?

«Per ora il progetto principale è questo tour concentrato nel mese di maggio con 16 date. L’obiettivo è anche registrare lo spettacolo per una piattaforma quindi a breve, tra circa un anno e mezzo, ci sarà una versione pensata per lo streaming. Per quanto riguarda la tv non ho progetti a lungo termine: siamo tutti un po’ precari... a parte De Martino (ride, ndr). Nel frattempo, continuerò sicuramente a presenziare al programma GialappaShow».

Come inviterebbe quei pochi che non la conoscono a venirla a vedere a teatro?

«Li inviterei con una promessa molto semplice: sarete soddisfatti o rimborsati. Lo giuro. Sono di Genova e quindi sensibilissimo all’aspetto!».

Per informazioni e biglietti: tel. 0532.1862055.

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