La Nuova Ferrara

L’intervista

Bartoletti, Vasco Rossi e la Spal: incontro a Volano

Davide Bonesi
Bartoletti, Vasco Rossi e la Spal: incontro a Volano

Mercoledì sera il noto giornalista presenta il suo libro “Caro Lucio” alla Torre di Volano: «Belli i concerti a Ferrara, è la volta buona per Sanremo. Che ricordi quella squadra»

4 MINUTI DI LETTURA





Volano Con organizzazione di Volano Borgo Antico e patrocinio del Comune di Codigoro, mercoledì 10 giugno alle 20 alla Torre di guardia costiera a Volano il noto giornalista Marino Bartoletti presenta il libro “Caro Lucio ti scrivo. 25 lettere, una grande amicizia e qualche segreto”. Al suo fianco il Duo Idea, per trasformare la presentazione in un incontro musicale. «Un bel pretesto per fare due schitarrate, oltre che parlare di Lucio Dalla. La gente risponde, canta anche alle presentazioni tradizionali, “a secco”, senza musica e mi si chiede di avere musicisti così si finisce a cantare invece che parlare del libro».

Ferrara è reduce dalla due giorni di Vasco Rossi, lei che è memoria storica del Festival di Sanremo cosa ne pensa di una sua presenza nel 2027?

«1982 con “Vado al massimo” e 1983 con “Vita spericolata”, poi nel 2005 è stato ospite e in seguito è sempre rimasto alla larga. Ora penso sia la volta buona, davvero. Tanta gente gli vuole bene, lo sta toccando con mano, ha voglia e penso gli faccia piacere, è il momento giusto per tornarci. Ho visto il successo di Ferrara, devo ancora capire quest’anno dove andare a vederlo, vado sempre con piacere ai suoi spettacoli. L’anno scorso siamo stati un’oretta insieme allo stadio di Bologna, mi fece ridere che fu lui a chiedermi un selfie… Fra l’altro gli regalai l’almanacco del Festival, magari è quello lo stimolo a tornare».

Lei è un giornalista sportivo, che effetto le fa vedere l’ex Spal in Eccellenza?

«Dieci anni fa magari era in serie A per caso, ma quando ero piccolo c’era stabilmente, penso ai Bugatti, Picchi, Massei, Morbello. La Spal entra nella mia vita con le figurine, la maglia con i laccetti, poi da emiliano romagnolo era una certezza, ogni tanto capita che qualche società faccia uno scivolone, ma questo è stato davvero inaspettato e triste. E vi dico una curiosità: Morandi e Dalla si sono conosciuti a un Bologna-Spal dei primi anni ’60, anche in questo erano uniti. Erano sempre vicini, al Dallara c’è ancora oggi il seggiolino rosso con l’immagine di Dalla, dove nessuno si siede e viene rinnovato l’abbonamento. E all’ingresso in campo si suona “L’anno che verrà”».

A “Quelli che il calcio” propose un modo diverso di raccontare il calcio.

«Ne parlavamo in modo diverso e che ricordi con il ferrarese Everardo Della Noce. E sia chiaro, fingeva di non saperne di calcio, invece...».

Veniamo a Dalla, come mai questo libro?

«Pensavo di avere chiuso la carriera di scrittore con la pentalogia “La serie degli dei”, che fu quasi un caso letterario, poi mi sono accorto che era rimasto dentro qualcosa. Dalla lo avevo solo sfiorato in uno di questi libri, ho capito di avere ancora qualcosina da dire, anzi avevo tanto da dire. Lo faccio con distacco, è il racconto di una grande amicizia iniziata proprio grazie allo sport, la pallacanestro in particolare, ma poi parlavamo di tutto, calcio, fumetti, meno di musica. Ho preso a pretesto il 60esimo della sua prima partecipazione a Sanremo, nel 1966. Lucio era uomo di curiosità e cultura straordinaria, trasversale, di una genialità unica. Ho scoperto a Sanremo nella cover di “L’ultima Luna” di Tommaso Paradiso con Gaetano Curreri che le sue canzoni hanno ancora delle profondità e sono da esplorare. Ancora mi trovo a scoprire parole e versi di una modernità incredibile».

Qualche aneddoto?

«Nel libro rivelo della mancata tournèe di Lucio Dalla e Lucio Battisti. Dalla lo propose a Battisti, che mai aveva frequentato, di tornare sul palco con lui, era il 1984. Pensate che evento sarebbe stato vederli assieme sul palco. Poi erano abbinati dalla data di nascita, sembra una congiuntura astrale, nacquero a 12 ore di distanza. Dalla è morto pochi giorni dopo aver diretto l’orchestra per Pierdavide Carone a Sanremo. È l’argomento della mia 25esima lettera, l’ultima volta che ci siamo visti». 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google