La Nuova Ferrara

L’intervista

Mariella Nava dal vivo a Ferrara: «Tornare qui mi riporta all’infanzia»

Nicola Vallese
Mariella Nava dal vivo a Ferrara: «Tornare qui mi riporta all’infanzia»

La cantautrice stasera sul palco di “Un Fiume di Musica”

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i Nicola Vallese

Ferrara Mariella Nava sarà protagonista questa sera dalle 21 sulla Darsena di Ferrara in occasione dell’undicesima edizione di “Un Fiume di Musica”, rassegna organizzata dall’Associazione Musicisti di Ferrara, in collaborazione con il Consorzio Wunderkammer e il patrocinio e il contributo del Comune di Ferrara. Porte aperte dalle 20, inizio ore 21 (via Darsena, 57). All’ingresso sarà possibile effettuare una donazione all’associazione Giulia. In vista della serata, la cantautrice si racconta ai lettori della Nuova.

Mariella, possiamo dire che questo concerto per lei è un po’ un ritorno alle origini. Suo padre era nativo di Copparo e da bambina ha passato molto tempo a Pontelagoscuro. Che effetto fa tornare in questi luoghi?

«Per me è un’emozione immensa che tocca i ricordi d’infanzia. Mio padre era di Copparo e si trovò in Puglia per l’aeronautica militare, dove conobbe mia madre su un treno. Sono nata e cresciuta a Taranto, ma il rapporto con Ferrara è sempre stato vivo perché ogni estate tornavo a trovare i parenti paterni. Ricordo che andavo in bicicletta e mio padre mi portava a vedere il famoso Montagnone».

Che valore ha per lei esibirsi in una rassegna come “Un Fiume di Musica”?

«Sono onorata di far parte di questo festival. È un luogo bellissimo e molto frequentato, dove si ascolta ottima musica e si gusta del buon cibo. La caratteristica speciale è che sarò accompagnata dai docenti e dagli allievi della Scuola di musica moderna di Ferrara. Amo avere i giovani intorno a me quando si suona con gli spartiti davanti. In un’epoca che spinge verso l’intelligenza artificiale, è splendido trovare persone dedite alla conoscenza della musica. È una modernità consapevole».

Sul palco sarà affiancata dall’ensemble Amf Friends. Tutto è nato da un’idea di Corrado Calessi, che ha arrangiato i suoi brani prima ancora di conoscerla. Come è nata questa intesa?

«Corrado è un mio estimatore e amico da sempre; era presente anche alla mia festa di compleanno il 3 febbraio scorso. Mi ha inviato delle registrazioni in cui i docenti della scuola cantavano i miei brani ed è stato bellissimo vedere apprezzato e praticato un tipo di musica leggera che oggi non è tra i più semplici da proporre. Conosce a fondo la mia musica e, attraverso le mie canzoni, conosce molto di me».

Cosa si dovrà aspettare il pubblico dalla serata?

«La formula iniziale proposta da Corrado (Calessi, ndr) prevede un momento intimo al pianoforte e uno con l’ensemble e gli archi, ma può darsi che la parte intima si contamini da subito con l’ensemble».

Ci saranno sorprese?

«Mi piace molto l’interazione, non solo l’accompagnamento, mi aspetto che i musicisti dell’Amf cantino con me, visto che sanno farlo benissimo. Alle prove concerteremo qualcosa insieme».

Il concerto sosterrà l’Associazione Giulia. Quanto è importante che la musica si faccia veicolo di solidarietà e di impegno civile?

«È fondamentale per la società perché la musica arriva dappertutto, viaggia nell’aria e non si può fermare o frenare. È un’arte libera che dà forza ai nostri pensieri e alle energie migliori. Proprio perché la si respira ed è eterna, abbiamo il dovere di affidare a lei i messaggi giusti».l


 

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