La Nuova Ferrara

La storia

Da Comacchio a Hollywood, Carli Ballola e la musica per Christopher Nolan

Stefania Andreotti
Da Comacchio a Hollywood, Carli Ballola e la musica per Christopher Nolan

Il pianista da anni vive e lavora in America. Una sua composizione scelta dal regista per il trailer di “Odissea”

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Comacchio «Anche i dolori sono, dopo lungo tempo, una gioia, per chi ricorda tutto ciò che ha passato e sopportato», scrive Omero nell’Odissea. E se è vero che la grandezza del poema sta nell’essere universale, applicabile a chiunque in qualunque tempo, queste intense parole sembrano aderire perfettamente alla vicenda di un ferrarese che, quando l’ha studiata a scuola, non poteva immaginare che la storia di Ulisse sarebbe stata un po’ anche la sua, fino a cambiargli la vita. Manuele Carli Ballola è nato a Comacchio 42 anni fa.

Dai Lidi agli Usa

Ha vissuto a Lido Spina per poi trasferirsi appena maggiorenne a Ferrara, dove, facendo diversi lavori ha messo da parte i risparmi per studiare pianoforte al Conservatorio e comprarsi la prima attrezzatura musicale.

«Sono sempre stato appassionato di colonne sonore per cinema e videogiochi. Già allora i miei insegnanti mi suggerivano di andare negli Stati Uniti per trovare fortuna. Mi piaceva la musica epica, capace di creare un impatto emozionale sugli ascoltatori. In Italia c’è stata una grande scuola in questo senso con Ennio Morricone e Nino Rota». Manuele lavora, studia e scrive musica. Tanto. «Non ho mai studiato composizione, sono autodidatta, ho imparato provando, sbagliando e ricominciando». Inizia a proporre i suoi lavori: vengono apprezzati, ma ben presto gli fanno capire che, nonostante il talento, senza conoscenze in Italia non si arriva da nessuna parte. Ma quando si ha un obiettivo in mente, si diventa inarrestabili, come ci insegna Ulisse.

Così Manuele quando legge l’annuncio di un altro pianista ferrarese trasferitosi nella grande mela, Simone Ferraresi, non ci pensa due volte. Cercano un insegnante di piano: un segno, è il momento di partire per gli Usa, dove l’industria di film e videogames è fiorente e le competenze vengono valorizzate. «È stato fondamentale il supporto di mio padre e mia madre che hanno sempre creduto in me e di mia moglie Maica che mi ha sostenuto e seguito fino a New York, dove sono arrivato ormai 13 anni fa. È una città esplosiva che ti può distruggere moralmente e fisicamente, ci vuole tenacia e costanza per affrontare i tanti alti e bassi, ma se ci si impegna i risultati arrivano, in questo senso sono davvero molto grato a questo Paese. Ho continuato a studiare e comporre, prima proponendo le mie musiche a piccoli progetti, cortometraggi, altri artisti, poi entrando nel mondo delle library musicali, catalogo di brani che possono essere concessi in licenza per film, TV, pubblicità e contenuti online. Così ho capito di volermi specializzare nelle musiche per trailer, per far saltare le persone dalla sedia e farle correre al cinema».

Produzioni

Ha iniziato con il Transported Music Group ed è arrivato ad Alloy Track, uno dei più prestigiosi cataloghi americani specializzati in trailer ricoprendo ruoli di rilievo, oltre a realizzare le musiche per i videogiochi Multiversus della Warner Bros e Skydance’s Behemoth di Meta, e producendo la campagna ufficiale del videogioco di Xbox “South of Midnight”. «Da artista negli anni sono diventato head of music di Alloy Tracks, interfacciandomi con clienti come Netflix, Disney e Playstation». Una lunga gavetta con tante soddisfazioni, frutto di sacrifici, fallimenti e dedizione costante.

«Poi a febbraio di quest’anno ci arriva una mail del capo musicale di una delle agenzie di marketing per il cinema più importanti al mondo. Ci mandando il brief, con le caratteristiche della musica cercata per uno specifico progetto audiovisivo e la richiesta di brani per il trailer di un progetto dal nome in codice “Charlie’s Tale”. Ci chiedono suoni con archi, voci eteree, spettrali, e sintetizzatori ci invitano a sorprenderli. Noi, emozionati, creiamo una playlist con 20 brani dall’archivio, ma io decido di aggiungerne anche uno mio. Ci lavoro tutto il fine settimana, compongo il tema “The promise” e mandiamo tutto».

Fa un respiro, quasi a stemperare l’emozione, e poi prosegue: «Passa un mese e ci chiedono gli stems, audio delle singole tracce, proprio del mio brano, per montarli con le immagini: la prima grande emozione per me. Passa un altro mese e ci contattano nuovamente per dirci che il cliente ha visto il video con la musica ed è piaciuto molto. Poi convocano per una call e ci dicono che si tratta del trailer per l’Odissea di Christopher Nolan, che si è innamorato del brano e lo ha scelto per la sua combinazione di suoni arcaici e sintetizzatori. Mi sembra di sognare, ma è tutto vero».

Numeri da record

Se il film è già record di spettatori, si va verso i 120 milioni, e di incassi, oltre il miliardo, il trailer è stato visto da un numero ancora maggiore di persone in tutto il mondo. «Quando ci penso ancora non mi sembra vero, 2,30 minuti che mi hanno cambiato per sempre la vita. Quella musica mi è uscita dalla testa e dal cuore come fosse stata lì ad aspettare questo momento. Quello che ci tengo a dire è che se ci credi fino alla fine, se lavori sodo, i sogni si avverano. Io non potevo chiedere di più, un trailer per la Universal, un film del genere, un regista che ho sempre amato. La prima cosa che ho comprato sono nuovi sintetizzatori perché mi sono già buttato sui prossimi progetti: what’s next? Come dicono qui». Ora a Manuele non resta che vedere il film. «Sì, perché qui sta avendo un tale successo che è sold out da quando è uscito. E poi un giorno spero di incontrare Nolan per parlare con lui del senso del tempo, che lo appassiona tanto quanto me». 

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