Da Bowie a De Gregori, un 2026 di importanti anniversari per la musica
Album internazionali e italiani che hanno fatto la storia compiranno cinquant’anni
Il 2026 si preannuncia come un anno di celebrazioni epocali per il mondo della musica. Il calendario segnerà infatti il 50esimo anniversario di un’annata, il 1976, che fu un vero e proprio spartiacque: un momento di incredibile densità creativa in cui la consacrazione dei giganti del pop – rock coincide con la nascita dirompente del movimento punk.
Una doppia anima, tra complessità e ribellione, che il prossimo anno tornerà protagonista attraverso una serie di ricorrenze imperdibili. Sarà innanzitutto l’occasione per ricordare la deflagrazione del punk. Nel 2026 ricorreranno i 50 anni dall’uscita di “Ramones”, l’omonimo album di debutto della band newyorkese che, con le sue canzoni brevi, veloci ei suoi tre accordi, divenne il manifesto del punk rock americano.
Pochi mesi dopo, il mondo ricorderà la scintilla che incendiò la scena britannica: la pubblicazione, il 26 novembre del’76, di “Anarchy in the UK” dei Sex Pistols, un singolo che incanalò la rabbia sociale e il nichilismo di una generazione, cambiando per sempre le regole del gioco.
Ma il 1976 fu anche l’anno in cui i grandi maestri raggiunsero vette creative ineguagliate. Si festeggerà il mezzo secolo di “Songs in the Key of Life” di Stevie Wonder, un monumentale doppio album considerato uno dei massimi capolavori della musica moderna. Fu un trionfo di critica e commerciale, debuttando al primo posto della Billboard 200 e vincendo il Grammy come album dell’anno. Certificato Disco di Diamante, è considerato l’album più venduto e acclamato della carriera di Wonder.
Il 1976 si chiuse con un altro capolavoro immortale: l’8 dicembre uscì “Hotel California” degli Eagles, l’iconico album che definì il suono della West Coast. Con oltre 32 milioni di copie vendute nel mondo, il disco ha raggiunto la vetta delle classifiche globali e ha fruttato alla band due Grammy Awards per i brani “Hotel California” e “New Kid in Town”.
Le celebrazioni riguarderanno anche il Regno Unito. Si ricorderà “Station to Station” di David Bowie, l’album della transizione che vide la nascita del “Sottile Duca Bianco”.
I fan dei Queen, invece, festeggeranno “A Day at the Races”, l’opera che consolidò il loro status di superstar con classici come “Somebody to Love”, raggiungendo la vetta delle classifiche in Regno Unito, Giappone e Olanda.
E come dimenticare gli Abba, il cui album “Arrival” compirà anch’esso 50 anni. “Arrival” è uno degli album in studio più famosi e venduti della band, da cui furono estratti singoli di grande successo come “Dancing Queen”, l’unico singolo degli Abba a piazzarsi alla vetta della classifica statunitense consacrandoli come fenomeno globale.
Anche l’Italia guarderà al 2026 con un occhio al suo passato glorioso. Si celebreranno i 50 anni di “La batteria, il contrabbasso, eccetera” di Lucio Battisti, disco che conteneva il successo travolgente di “Ancora tu”. Il disco è considerato uno dei capolavori più importanti e originali di Battisti.
Sempre nel 2026 l’anniversario di un altro capolavoro: “Bufalo Bill” di Francesco De Gregori. L’album entrò nelle classifiche di vendita quando l’lp precedente “Rimmel” non ne era ancora uscito, e vi rimase per 33 settimane, arrivando fino al primo posto in una sola settimana. Il 2026 sarà dunque l’occasione per riscoprire la densità creativa di un momento irripetibile, in cui, in soli dodici mesi, furono gettate le basi per decenni di musica a venire.
